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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>Casini Erica - Una cornice sansovinesca dorata e dipinta dell’Accademia di Belle Arti di Bologna*
La metodologia dell’intervento di restauro

La tesi tratta l’intervento di restauro effettuato su di una cornice del XVI secolo conservata presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. L’opera costituisce un raro e prezioso esempio di cornice lignea interamente intagliata, dorata e dipinta. Particolarità della cornice è la presenza di eleganti formelle dipinte ad olio lungo la fascia piatta e di vere e proprie sculture lignee realizzate a tutto tondo e applicate lungo il perimetro dell’opera.

Il lavoro ha previsto l’analisi dell’opera in tutte le sue parti e un’attenta valutazione del suo stato di conservazione. La progettualità dell’intervento e lo studio dell’opera si sono basate sull’osservazione diretta del manufatto e su indagini conoscitive microanalitiche finalizzate alla determinazione della tecnica esecutiva.
Le particolari condizioni di degrado hanno indirizzato a un restauro di tipo conservativo: la metodologia d’intervento e i materiali scelti hanno seguito le linee guida del minimo intervento. L’opera presentava numerose lacune degli strati preparatori, dorati e pittorici mostrando il legno a vista su più del 60% della superficie. La necessità immediata di fermare il processo di deterioramento si è dunque affiancata all’idea di minimo intervento: il fine delle operazioni di restauro è stato infatti quello di preservare la poca superficie dorata e dipinta rimasta, risanare le parti danneggiate e allo stesso tempo evitare interventi di reintegrazione troppo invasivi. Le operazioni sono state finalizzare a restituire un riordino generale all’opera e a migliorare la leggibilità delle decorazioni pittoriche, degli intagli e delle preziose sculture lignee.

L’intervento di restauro, iniziato alla fine di aprile e concluso nell’ottobre 2015, ha previsto il fissaggio degli strati superficiali rimasti e la successiva pulitura. I materiali e le metodologie impiegate sono stati valutati attraverso lo studio dell’opera e con prove preliminari. Le porzioni lignee indebolite sono state messe in sicurezza e consolidate; a seguito del trattamento antitarlo i numerosi fori di sfarfallamento sono stati stuccati con funzione conservativa ed estetica. Grande attenzione è stata data alle problematiche etiche e pratiche dell’integrazione lignea delle parti mancanti. Sono stati ricostruiti solamente gli elementi che andavano ad interrompere la sagoma della cornice disturbando la visione d’insieme: le reintegrazioni hanno riguardato le due parti mancanti più evidenti sia per estensione sia per localizzazione. La superficie è stata protetta e finita a vernice ed è stato eseguito il ritocco delle piccole abrasioni della superficie pittorica che andavano a interrompere le linee delle figure.

L’intervento conservativo ha permesso di preservare la poca pellicola dipinta e dorata rimasta e di valorizzare questa preziosa e importante cornice sansovinesca del XVI secolo.


Studi storici, iconografici e stilistici

Il restauro di questa monumentale cornice cinquecentesca è stato occasione per approfondirne lo studio dal punto di vista storico, iconografico e stilistico. Partendo dall’analisi delle cornici del XVI secolo i miei studi si sono soffermati sulla produzione emiliana e sulla tipologia alla Sansovino. Con un'analisi dal generale al particolare ho voluto focalizzare l'attenzione sulla preziosa collezione di cornici dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, purtroppo poco conosciuta, che raccoglie sei manufatti in parte coevi con caratteristiche stilistiche simili. La cornice oggetto di restauro risalta all’interno del nucleo di cornici per le formelle dipinte su fondo oro e per gli elementi scultorei in legno di grande pregio. Tali caratteristiche rendono il manufatto un unicum tra le cornici del XVI secolo, paragonabile solamente a un paio di opere coeve.

Lo scopo delle ricerche è stato quello di ricostruire la storia del manufatto, nel tentativo di capire da dove l’opera provenisse e quale dipinto contenesse in origine. La cornice è attualmente priva del dipinto, tuttavia, considerando il ricco impianto decorativo e iconografico, doveva certamente racchiudere un dipinto importante.

Gli studi bibliografici e le complesse ricerche d'archivio hanno fatto emergere interessanti risultati per quanto riguarda la ricostruzione della storia del prezioso manufatto e le vicissitudini che l’hanno portato all’interno della collezione dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. L’iconografia delle scene dipinte ha ricollegato l’opera all’ambiente domenicano, indirizzando la provenienza all’antico monastero domenicano di Sant'Agnese. Il complesso, soppresso in epoca napoleonica, è considerato il più importante istituto religioso femminile di Bologna nel XVI secolo.
La cornice, come gran parte delle opere provenienti dagli istituti soppressi, è sopravvissuta alla dispersione del patrimonio artistico bolognese grazie all’azione di tutela dell’Accademia, istituto che tuttora conserva il manufatto.

Lo studio stilistico delle splendide formelle dipinte ha permesso, mediante il confronto diretto con le opere, di confermare un’ipotesi di attribuzione a Prospero Fontana (1512-1597), pittore bolognese di grande rilievo. L’analisi e il confronto degli intagli con la scena artistica bolognese ed emiliana del XVI secolo non hanno fatto emergere importanti risultati. Si può comunque ipotizzare che la cornice, intagliata con grandissima abilità, sia opera di uno scultore o di una bottega bolognese ad oggi ignota. A tale maestranza può essere attribuita l’esecuzione di altre due cornici lignee conservate in Accademia che presentano caratteristiche stilistiche simili.
La cornice, giunta in Accademia senza il dipinto, doveva racchiudere una preziosa tavola ancora non identificata e forse perduta. Le ipotesi riguardo l’individuazione del dipinto sono diverse, tuttavia rimangono irrisolte: potrebbe trattarsi di un’antica immagine della Beata Diana d’Andalò oppure di una tavola dipinta dallo stesso Prospero Fontana di cui si sono perse le tracce.


*Tesi di diploma accademico di secondo livello ciclo unico quinquennale  in “Restauro dei manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile, manufatti scolpiti in legno, arredi e strutture lignee, manufatti in materiali sintetici lavorati, assemblati e/o dipinti", Accademia di Belle Arti di Bologna, a.a. 2015/2016. Relatore: Prof.ssa Graziella Accorsi; Correlatore: Prof. Alfonso Panzetta.


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