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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>Cossino Marianna - Studio e restauro di un plastico polimaterico in gesso dipinto: il "Rilievo geologico della Provincia di Napoli e sue Adiacenze" di Domenico Locchi*

La tesi si occupa dello studio e del restauro di un Rilievo geologico di epoca ottocentesca, rappresentante la Provincia di Napoli e dintorni, realizzato per la casa editrice Paravia da Domenico Locchi, cartografo e plasticista. Il manufatto, appartenente alle collezioni dell’Università degli Studi di Torino conservate nel Museo Regionale di Scienze Naturali, è di proprietà del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università. Il valore di questo oggetto, come strumento di immagine e diffusione della cultura geologica, non risiede solo nella profonda capacità tecnica coniugata alla attenzione scientifica con cui fu realizzato, ma anche in quanto testimonianza della volontà unificatrice e modernizzatrice della comunità scientifica nel periodo dell’Unità d’Italia.


Delle dimensioni di 102x79x6 cm, il plastico è costituito prevalentemente da gesso policromo, su cui sono applicati degli elementi cartacei rappresentanti i nomi dei luoghi geografici, una legenda ed un cartiglio con le informazioni sulla committenza e sull’autore. Presenta inoltre una struttura interna di fili metallici intrecciati, vincolati attraverso chiodi a traverse lignee, visibili sul retro, ed una cornice anch’essa in legno. Lo studio approfondito del manufatto e le ricerche storico-artistiche effettuate, hanno permesso di ampliare le conoscenze su questa tipologia di opere.
La storia conservativa del Rilievo in oggetto è stata particolarmente travagliata, come si è potuto appurare dalle ricerche eseguite. Le tracce di queste vicende risultano ben visibili nello stato di conservazione. Le numerose fessurazioni, erosioni del materiale gessoso ed una pellicola pittorica che presentava una parziale mancanza di adesione al substrato, hanno suggerito una prolungata esposizione all’umidità. Gli strati soprammessi particolarmente deteriorati, oltre alla presenza di numerose mancanze e lacune, oscuravano e impedivano una corretta lettura delle cromie originali, inficiandone il valore sia scientifico, in quanto plastico geologico, sia artistico.

L’intervento di restauro è stato guidato dall’osservazione macroscopica e microscopica dell’opera e con il supporto delle indagini scientifiche, oltre che da un’accurata documentazione fotografica e grafica.
Il manufatto oggetto di questa tesi presenta una polimatericità ed è quindi costituito da una diversità di materiali che non permettono di ricondurlo ad un unico ambito. Per questa ragione per l’intervento di restauro attuato è stato necessario considerare quattro tipologie di materiali differenti (gesso, pellicola pittorica, legno, carta) le cui necessità, seppur molto diverse tra loro, è stato necessario far convivere. Per la scelta dei materiali più idonei, è stato necessario un periodo approfondito di studio e sperimentazione eseguito su provini in gesso realizzati ad imitazione della tecnica originale e presentanti una doppia morfologia:in rilievo e planare.

Il restauro si è occupato innanzitutto della messa in sicurezza e del consolidamento delle zone della pellicola pittorica e delle applicazioni cartacee più fragili e distaccate. Si è dunque passati alla rimozione dei materiali soprammessi mediante solventi ad alta volatilità supportati e liberi, meccanicamente e con metodologia laser. La fase successiva ha riguardato il consolidamento e la stuccatura delle zone fessurate e lacunose. Si è poi proceduto alla reintegrazione delle etichette cartacee, ove possibile, ed al trattamento degli elementi metallici e lignei.
Data la consistente disomogeneità e alterazione della pellicola pittorica, constatata una volta eliminati i materiali soprammessi e data la rilevanza della stessa al fine della fruizione del manufatto, un importante ruolo è stato riservato alla reintegrazione e riequilibratura cromatica.

Lo studio e il restauro hanno
 consentito il ristabilimento di una condizione di leggibilità e conseguente funzionalità del manufatto oggetto di tesi. E' stato inoltre possibile verificare l'efficacia di alcuni materiali correntemente utilizzati nel restauro, ma su un supporto in gesso scagliola. Lo studio ha permesso l'approfondimento della tecnica esecutiva ed i materiali costituitivi impiegati in questo tipo di manufatti. In ultimo, questa tesi ha consentito di rivolgere l’attenzione alle collezioni universitarie presenti all’interno del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, attualmente non fruibili dal pubblico ma ricche di preziosi reperti, meritevoli di tornare al più presto ad essere testimonianze condivise della nostra evoluzione e del nostro sviluppo.



* Tesi di Laurea Magistrale a ciclo unico quinquennale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (LMR-02) conseguita presso l'Università degli studi di Torino in convenzione con Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali "La Venaria Reale", a.a. 2015/2016. Relatori: Tiziana Sandri, Diego Elia, Paola Croveri; Correlatori: Daniele Castelli, Francesca Zenucchini.


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