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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>Fagiolo Marco - Un manoscritto persiano inedito dal museo nazionale d'arte orientale di Roma: studio, analisi e intervento di restauro*
Il lavoro di tesi è incentrato sullo studio codicologico e l’intervento di restauro del manoscritto persiano INV.1093 conservato presso il Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci” di Roma.
Sono partito ricostruendo la storia del Museo e delle collezioni, in particolare quella di codici e manoscritti che, sono presenti in numero limitato ma che costituiscono un nucleo molto importante tra i materiali che l’istituzione conserva.
Importante è stato l’inquadramento storico a livello sia geografico sia culturale nel quale l’autore del testo (Bedil) è vissuto e ha lavorato.
Ho approfondito lo studio codicologico del volume perché inedito, mettendo in rilievo gli aspetti e le caratteristiche più importanti su una tipologia di legatura quasi sconosciuta in Europa: quella delle zone dell’Asia centrale, in particolare Uzbeka, individuando differenze e analogie con altri manoscritti simili che, a partire dal XVIII secolo, prende le distanze dalla più conosciuta produzione libraria della Persia; ho incentrato l’attenzione sulla decorazione della legatura e sulla firma impressa dal legatore su entrambi i piatti.
Fondamentale è stata la ricerca bibliografica specifica nell’ambito di libri e manoscritti islamici condotta sia in Italia che a Parigi presso la Bibliothèque Nationale de France che mi ha consentito di individuare l’attività di una bottega libraria a conduzione “familiare”, in circa 75 anni, nella città di Bukhara, nell’attuale Uzbekistan, in cui il padre era un legatore e il figlio un copista.
Il manoscritto ha rivelato un elemento di unicità anche per quanto riguarda il testo contenuto. Infatti si tratta dell’unico esemplare del Diwan di Mirza Abdul Qadir Bedil presente sul territorio italiano (purtroppo mutilo).
Data l’importanza sia a livello codicologico sia testuale, dopo un attento studio preliminare ne ho descritto in modo dettagliato lo stato di conservazione per poter operare in maniera puntuale durante le fasi dell’intervento, corredando il testo di un ricco apparato fotografico e da una rappresentazione grafica del manoscritto realizzata digitalmente, dove sono stati evidenziati i danni di maggiore entità.
Tra le particolarità individuate durante tale descrizione sono da sottolineare la presenza di restauri cosiddetti “pregressi”, in seguito divisi cronologicamente e l’individuazione delle specie causa dell’attacco murino ed entomologico su alcuni fascicoli del volume.
Da queste ho ricavato le informazioni necessarie per poter ricostruire, in parte, la storia che ha interessato il volume, individuando, nello specifico, la sovrapposizione di rimaneggiamenti e “restauri” eseguiti in diverse epoche.
Contemporaneamente ho ritenuto assolutamente necessario effettuare indagini diagnostiche e conoscitive dei materiali costitutivi del manoscritto.
Sono stati effettuati i test di solubilità di inchiostri e media grafici, misure di pH e analisi del supporto scrittorio con reattivi e analisi FTIR, analisi degli inchiostri mettendo a confronto le tecniche XRF, Raman e Imaging Multispettrale e per la legatura oltre a Raman e XRF sono stati utilizzati la Termografia Infrarossa (IRT) e il microscopio ottico.
Per quanto riguarda le fasi dell’intervento di restauro, ho ritenuto fondamentale dover procedere allo smontaggio dell’opera a causa della perdita di funzionalità del manufatto, seguita dalla pulitura delle carte, il distacco dalla coperta dell’indorsatura ormai frammentata e cristallizzata, il rammendo alla piega di tutti i bifogli esterni dei fascicoli del blocco delle carte, la realizzazione della nuova cucitura e dei nuovi capitelli, l’integrazione delle lacune della coperta, l’ancoraggio del blocco carte e la scatola conservativa per preservare il manoscritto da agenti esterni di degrado. L’intervento mi ha permesso di ripristinare la funzionalità e la leggibilità “estetica” del volume mantenendo sempre un punto di vista conservativo supportato dallo studio e dalle ricerche bibliografiche.
Tuttavia, durante la progettazione dell’intervento e dopo l’identificazione dei materiali costitutivi ho notato prima e confermato poi la presenza di adesivi non inerenti l’ambito librario islamico, come colle a base proteica. Avviato l’intervento, i metodi tradizionali non erano sufficienti alla necessaria rimozione di tali agenti degradanti, quindi, mettendo a confronto metodologie già utilizzate per la loro rimozione ho prima valutato e poi affiancato l’uso di soluzioni e gel semirigidi di Gellano con l’aggiunta di NanoDiamanti.
L’ultimo capitolo della tesi, infatti, descrive l’applicazione di questa nanotecnologia confrontata con i materiali che si utilizzano, di solito, per la rimozione dei residui di colla proteica, adesivo molto diffuso su questo tipo di manufatti perché interessati da rimaneggiamenti e “restauri” nel corso del tempo.
Tale materiale è stato studiato in una prima fase attraverso macrofotografie e analisi al microscopio delle zone interessate, proseguendo con l’applicazione in soluzioni e sotto forma di gel verificando poi i risultati ottenuti.
Infine, a corredo dell’intero lavoro, sono stati inseriti: la scheda di restauro del manoscritto secondo il modello ministeriale in cui sono riportate tutte le operazioni dell’intervento e le informazioni utili ai fini della consultazione e le schede tecniche dei prodotti utilizzati durante l’intervento secondo le normative contenute nel Capitolato Speciale Tecnico Tipo dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario.


*Tesi di Laurea Magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (LMR/02) Percorso formativo 5: Materiale librario e archivistico, Manufatti cartacei, Materiale fotografico, cinematografico e digitale, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, a.a. 2013\2014. Relatore: L. Civiero; Correlatori: S. Orlanducci, M. G. Stasolla, votazione 110/110 e lode.

 
Bibliografia essenziale

Capitolo 1 - Il Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci” di Roma
 
Di Flumeri Vatielli, G., The Museo Nazionale d’Arte Orientale “G. Tucci” and the Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente: a long and intense collaboration of 50 years’ duration in Fifty Years of Research in the Heart of Eurasia, Proceedings of the symposium held in the Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente, a cura di A. Filigenzi e R. Giunta, Roma, IsIAO, 2009, pp. 185-202.
 
Capitolo 2 - Le vicende storiche di Persia e India dal XVII al XIX secolo
 
Lapidus, I. M., Storia delle società islamiche, vol. II, La diffusione delle società islamiche (secoli X-XIX), Giulio Einaudi Editore, Torino, 1994, pp.43-68, in part. p.53-54.
 
Morgan, D. O., Reid, A., The New Cambridge History of Islam, vol.3, The Eastern Islamic World Eleventh to Eighteenth Centuries, edited by, History Online Cambridge Universiy Press, 2011.
 
Capitolo 3 - L’esemplare
 
Akimushkin, O.F., Central Asian manuscripts’ bindings (1730s-1930s) in Manuscripta Orientalia, n°7, 3, 2001, pp.4-8.
 
Chabrov, G.N., On the study of Central Asian book-bindng, in Manuscripta Orientalia, n°6, 4, 2000, pp.60-66.
 
Efthymiou, M., Quelques réflexions sur les reliures d’Asie centrale dans les fonds de la Bibliothèque Nationale de France, in Manuscripta Orientalia, vol. 10 n°1, marzo 2004, pp.64-70.
 
Oktay, A, The art of bookbinding,. in The arts of the book in Central Asia, 14th-16th centuries, di Basil Gray, UNESCO, Paris, 1979, pp.58-91;
 
Sagaria Rossi, V., Déroche, F., I manoscritti in caratteri arabi, Roma, Viella, 2012.
 
Capitolo 4 - Lo stato di conservazione
 
Baydar, N., Hepworth, P., Two case studies: The rejoining of a text-block and binding and a new use for remoistanable tissue, in Care an Conservation of Manuscripts 11, Copenaghen, 2008, pp.135-150.
 
Capitolo 5 - L’identificazione dei materiali costitutivi
 
Chaplin, T. D., Clark, R. J. H., Mckay, A., Pugh, S., Raman spectroscopy analysis of selected astronomical and cartographic folios from the early 13th century Islamic “Book of Curiosities of the Sciences and Marvels for the Eyes”, in Journal of Raman Spectroscopy, n°37, 2006, pp.865-877. in part. p. 868.
 
Hahn, O., Analyses of Iron Gall and Carbon Inks by Means of X-ray fluorescence Analysis: A Non-Destrucitve Approach in the Field of Archaeometry and Conservation Science, in Restaurator. International Journal for the preservation of Library and Archival Material, vol. 31, n°1, 2010, pp. 41-64.
 
Mercuri, F., Gnoli, R, Paoloni, S., Orazi, N., Zammit, U., Cicero, C., Marinelli, M., Scuderi, F., Hidden Text Detection by Infrared Thermography, in Restaurator. International Journal for the preservation of Library and Archival Material, vol.34, n°3, 2013, pp.195-211.
 
Capitolo 6 - L’intervento di restauro
 
Barkeshili, M., Using traditional Japanese paper-making technique in the restoration of a thirtheenth-century iranian manuscript of the Holy Quran, in Spiderwebs and wallpapers: international applications of the Japanese tradition in paper conservation., National Research Institute of Cultural Properties, Tokyo, 2001, pp. 98-112.
 
Camilleri, G., Il restauro di un libro islamico presso il book conservation laboratory della Library of Congress di Washington, in Libri islamici in controluce. Ricerche, modelli, esperienze conservative, a cura di V. Sagaria Rossi, Roma, 2008  (Quaderni di Νέα Ρώμη, 2), pp. 197-210.
 
Fischer, B., Sewing and  Endband in the Islamic Technique of Binding, in Restaurator, vol.7, n°4, 1986, pp.181-201.
 
Capitolo 7 - Un prezioso aiuto dalle nanotecnologie: il caso dei NanoDiamanti
 
Reina, G., Orlanducci, S., Tamburri, E., Terranova, M. L., Nanotechnologies for cultural heritage: Nanodiamond for conservation of papers and parchments, AIP Conference Proceedings 1603, 93, 2014.
 
Ruobao, W., Diamond: like films as coatings for preservation of culture heritages, in Proceedings of the EEC China workshop on preservation of cultural heritages, Xian, P.R. of China, September 25-30, 1992, pp.19-25.