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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>Dominijanni Serena - Diana Scultori e le donne incisori tra XVI e XVII secolo. Il restauro delle opere grafiche “Le Nozze di Psiche” e “Gesù Cristo e l’adultera” monitorato con tecniche diagnostiche sperimentali*
Due opere grafiche di Diana Scultori sono state oggetto di un intervento di restauro che ha permesso di integrare le innovative metodologie di pulitura di opere d’arte su carta con un approccio scientifico-diagnostico altamente specializzato e creato ad hoc per le esigenze conservative dei manufatti cartacei.

Considerate da molte fonti i capolavori della Scultori, Le Nozze di Psiche e Gesù Cristo e l’adultera sono incisioni realizzate interamente a bulino, tradotte su lastra di rame prendendo a modello i disegni che Giulio Romano dona alla famiglia Scultori, durante la sua permanenza a Mantova. Essendo Diana la prima donna ad aver ricevuto un privilegio papale per poter incidere il suo nome sulle matrici, è stato approfondito il tema della “donna incisore” nei secoli XVI e XVII.
L’incisione Le Nozze di Psiche era interessata da un deterioramento strutturale e cromatico indotti sia da una forte degradazione ossidativa ─ sotto forma di un imbrunimento dell’intera superficie incisa ─ sia da un pregresso attacco microbico. In un’epoca non documentata, collocabile tra Cinquecento e Settecento, l’esemplare è stato sottoposto ad un intervento di restauro eseguito secondo la prassi conservativa dettata dalla pratica del collezionismo. In tale occasione l’opera è stata sottoposta a foderatura e le lacune sono state risarcite con integrazioni “mimetiche”.

In fase di progettazione si è manifestata la necessità di distaccare il supporto secondario, per permettere al supporto originale di tornare ad estrinsecare le proprie qualità ottiche ed estetiche. L’intervento di rimozione della controfondatura è stato effettuato con l’ausilio di un’innovativa tecnica di monitoraggio che ha combinato l’impiego di gel enzimatici all’azione di biosensori elettrochimici. La strumentazione impiegata ha permesso di individuare il momento in cui l'adesivo utilizzato per la foderatura è stato completamente depolimerizzato dall'azione enzimatica, permettendo di procedere al distacco del supporto ausiliario senza causare stress meccanici nell'originale.
Migliore stato conservativo caratterizzava la stampa Gesù Cristo e l’adultera, la quale manifestava, tuttavia, un leggero imbrunimento e presentava un piegatura molto netta sul margine destro, creata per forzarne l’inserimento in un volume di ridotte dimensioni. 

Il fenomeno dell’ingiallimento della carta, che interessava in particolar modo Le Nozze di Psiche, è stato studiato attraverso la quantificazione dei gruppi “cromofori” formatisi per ossidazione della catena di cellulosa. La concentrazione di tali gruppi molecolari è stata monitorata a seguito delle diverse fasi dell’intervento per mezzo della Spettroscopia di riflettanza assoluta, che ha reso evidente un forte decremento delle citate specie chimiche dopo le operazioni di lavaggio, rimozione dell'adesivo impiegato per la foderatura e trattamento di riduzione chimica con ter-butilammino borano.

In conclusione, il restauro effettuato sulle due opere grafiche ha permesso di ripristinare e salvaguardare le caratteristiche morfologiche del supporto cartaceo, che, nel caso di beni quali incisioni, stampe e disegni, è parte integrante dell’opera d’arte e contribuisce alla resa estetica finale. Le indagini diagnostiche, svolte a sostegno dell’intervento, hanno indirizzato e monitorato i trattamenti eseguiti, in particolare nelle fasi più delicate, confermandone l’efficacia nell’arrestare i processi degradativi. 


*Tesi di diploma equiparato a Laurea Magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (classe LMR/02) a.a. 2014/15 SAF - ICRCPAL. Relatore: S. Iannuccelli (ICRCPAL); Correlatori: L. Micheli (Università di Tor Vergata), M. Missori (ISC-CNR), L. Teodonio (ICRCPAL), L. Arcadipane (BiASA). 

 

Bibliografia essenziale

Ricerca storico-artistica

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Restauro e indagini diagnostiche

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