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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>Forlati Silvia - La madonna svelata: il restauro della Vergine del Rosario di Gabellara*
L’intervento di restauro oggetto di questa tesi è relativo alla scultura lignea raffigurante una Madonna in trono con Bambino, proveniente dalla chiesa di San Pietro Apostolo a Gambellara(VI). Essa era caratterizzata da una serie di elementi anomali relativi alla tecnica esecutiva, a cominciare dall’intaglio raffinato dei capelli e del viso che non trovava un corrispettivo in quello del corpo e del trono, più lineare e grossolano.
La differenziazione tra il panneggio scolpito sul braccio destro e quello più piccolo e curato del sinistro, unito all’assenza di un velo o di un corona, sono caratteristiche anomale e non comuni per questo tipo di iconografia. Inoltre la posizione rigida e statica della Vergine è un canone che appartiene ad un tipo di scultura rinascimentale, mentre la presenza dell’oro sul manto e i capelli biondi sono una prerogativa tipica della scultura del periodo Barocco.

E’ stata quindi svolta una ricerca archivistica, dovuta alla quasi totale assenza di documentazione utile, che ha permesso di identificare l’opera con una Vergine del Rosario e incrementare le informazioni sull’altare di provenienza. A tale indagine è stato affiancato uno studio storico/artistico sul modello iconografico della Madonna in trono, per raffrontare la Vergine del Rosario di Gambellara con altre sculture ad essa somiglianti e poter così collocare temporalmente la sua esecuzione nel secolo XVI.

La ricerca di fonti storiche è stata accompagnata da una campagna di indagini diagnostiche allo scopo di impostare un corretto intervento conservativo. Il restauro ha rivelato che quest’opera, coperta da numerose ridipinture a testimonianza del suo assiduo uso culturale, potrebbe essere stata interessata da alcuni importanti interventi di rimodellamento che hanno comportato significative alterazioni, riconducibili a diversi periodi storici. Nonostante la presenza di un pigmento datante come il Blu di Prussia presente sul manto, è possibile ipotizzare che si tratti di una scultura molto più antica, come conferma il ritrovamento di un frammento di policromia originale sul collo della Vergine.

Tra le indagini diagnostiche, la tomografia assiale computerizzata si è rivelata un valido supporto nello scioglimento di molti sospetti relativi alla tecnologia costruttiva di quest’opera, che è risultata essere composta da sei masselli e dotata di un grosso chiodo per unire la testa con il corpo e uno di dimensioni inferiori come vincolo del braccio destro. Grazie alla TAC sono state acquisite anche importanti informazioni riguardo lo di conservazione, come la presenza di gallerie di insetti xilofagi localizzate nella zona limitrofa al perimetro esterno; questo dato deve essere tenuto in considerazione per evitare un danneggiamento in vista di una eventuale movimentazione del bene culturale.

Per queste ragioni, il tema della tesi è stato incentrato sulle potenzialità della TAC per i beni culturali. Sono stati presi in esame numerosi casi di opere costituite da diversi materiali in cui questo tipo di analisi si è rivelata un valido supporto per i restauratori per una migliore conoscenza e conservazione delle opere, nonché per una loro corretta trasmissione alle future generazioni.
Ci si è quindi focalizzati sulla tomografia ad opere lignee, apportando casistiche di sculture simili alla Vergine del Rosario di Gambellara in modo da poter avere un valido raffronto.
Si è passati infine all’analisi dettagliata del referto relativo all’opera oggetto di tesi, che ha permesso di condurre uno studio dell’anatomia del tronco principale del quale l’opera è costituita e di apportare informazioni che hanno guidato le fasi dell’intervento di restauro. Il contributo del Dott. Marco Nervo è stato importante per ampliare le conoscenze relative alla tac applicata ai beni culturali, della quale è stata infine condotta un’analisi riassuntiva dei pregi e difetti per dimostrare a conclusione l’utilità di questa tipologia di indagine diagnostica non invasiva.


*Tesi di Laurea Magistrale a ciclo unico quinquennale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (DASLQ01) conseguita presso l’Accademia di belle arti di Verona, a.a. 2016/2017. Relatore del progetto Giovanna Jacotti; Relatore di tesi: Chiara Scardellato.


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