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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>Iacono Martina - Il recupero di una stele lapidea dipinta del Museo Egizio di Torino: studio, diagnostica, scelte conservative e restauro*

Il presente elaborato di tesi magistrale tratta lo studio interdisciplinare e il progetto di restauro condotto su una Stele Lapidea proveniente dal Museo Egizio di Torino. 

Questa, caratterizzata da policromia stesa direttamente su supporto lapideo, fa parte di quella categoria di reperti che andarono a colmare le lacune cronologiche e tipologiche che ai primi anni del 900 il Museo presentava. L’assenza di dati archivistici circa la datazione e provenienza archeologica ha reso necessario un approfondito studio storico-artistico e archivistico volto a chiarire alcuni aspetti avvalendosi anche della multidisciplinarietà scientifica dei laboratori del CCR e del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino. La campagna analitica si è articolata in due momenti caratterizzati da un approfondimento diagnostico e uno di tipo materico. L’approfondimento diagnostico condotto sull’opera è stato mirato sia alla caratterizzazione dei materiali costitutivi che alla restituzione di una lettura ormai persa dell’iscrizione presente sul fronte del manufatto avvalendosi di tecnologie multispettrali mediante la collaborazione con il CNR di Pisa (imaging multispettrale con elaborazione statistica dei dati di immagine). Per mezzo di tale intervento e dell’indagine specifica si è riusciti a restituire il significato originario delle immagini che dovevano, secondo la credenza egiziana, durare in eterno sulla materia e svolgere così la funzione di garanzia per la sopravvivenza del defunto nell’aldilà.

La caratterizzazione dei materiali costitutivi è avvenuta tramite realizzazione di provini con l’intento di studiarne la tecnica, il suo comportamento nel tempo e la compatibilità con i materiali selezionati per il restauro. Questi ultimi sono stati scelti sulla base della reversibilità e compatibilità tenendo conto anche dell’importante scopo di garantire la fruizione del manufatto in futuro. Sono stati testati sia metodi e materiali per la pulitura, tra i quali dry cleaning, laser e metodi acquosi, sia prodotti polimerici (Fluoline A, Mowital B60HH, Plexigum PQ611), selezionati per l’intervento di adesione, verificandone l’efficacia alla trazione, il comportamento a stress climatici e la loro l’alterazione nel tempo. L’intervento di restauro è stato poi monitorato attraverso un’attenta osservazione del manufatto sia a livello macroscopico che microscopico in ogni sua fase, con il fine di verificare e tutelare al massimo la materia originale senza apportarle alcun danno.

Nell’ottica di un restauro che volga lo sguardo al futuro sono stati attentamente valutati i parametri necessari per una accurata conservazione e manutenzione del manufatto, tenendo ben presente la vita e il comportamento dei materiali utilizzati nell’intervento di restauro, proponendo un progetto di conservazione in deposito ed espositivo cercando di trovare la modalità di fruizione più adatta e completa possibile.


* Tesi di Laurea Magistrale a ciclo unico quinquennale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (LMR-02) conseguita presso Università degli studi di Torino in convenzione con Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali "La Venaria Reale", a.a. 2016/2017. Relatori: dott.ssa Maria Concetta Capua, prof. Daniele Castelli, prof. Paolo Gallo, Dott.ssa Tizianan Cavaleri.


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