Su questo sito si utilizzano cookies tecnici e di terze parti. Proseguendo la navigazioni accetti.

GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>Berolatti Marta - L'Assunta di Luciano Minguzzi. Il restauro di un modello in gesso patinato per la Porta del Duomo di Milano*
L’opera oggetto di questa tesi è il bozzetto in gesso patinato raffigurante L’Assunta, realizzato dallo scultore Luciano Minguzzi agli inizi degli anni Sessanta. L’opera venne eseguita per il V portale in bronzo del Duomo di Milano, per la cui realizzazione Minguzzi vinse il concorso bandito dalla Veneranda Fabbrica del Duomo nel 1951. Il portale venne inaugurato nel 1965, dopo quattordici anni di lavoro. La figura dell’Assunta doveva originariamente collocarsi sulla sommità del portale ma nel 1963 venne richiesta dalla Commissione Artistica della Fabbrica la sostituzione di tale figura con lo stemma papale di Paolo VI. Gli studi interdisciplinari condotti durante questa tesi, finalizzati al restauro dell’opera, hanno rappresentato un’occasione di studio e di ricerca sulla tecnica artistica di questo grande scultore del Novecento.

L’approccio iniziale con l’opera e con la sua tecnica esecutiva non è stato semplice poiché non esistevano fonti che riportassero le metodologie con cui Minguzzi soleva lavorare. È stato tuttavia necessario documentare ed approfondire le tecniche artistiche adottate dallo scultore, in modo da escludere interpretazioni errate riguardo lo stato del manufatto ed evitare il rischio di confondere un aspetto volutamente assegnato dall’artista con un deterioramento causato dal tempo. Per l’ottenimento di tali informazioni, è stato di fondamentale importanza sia poter dialogare con un collaboratore dell’artista, lo scultore Diego Tait, sia visitare una delle fonderie artistiche frequentate da Minguzzi, la fonderia Cubro di Milano, dove maestranze specializzate hanno fornito utili approfondimenti sulle tecniche di realizzazione dei calchi. Grazie alle informazioni raccolte, all’osservazione diretta del manufatto e alle analisi scientifiche, è stato possibile confermare che l’opera, calco in gesso di un originale in argilla, conserva ancora le tracce della sua realizzazione all’interno di una fonderia. Ottenuto il calco lo scultore vi apportò numerose modifiche apponendo e modellando nuovo gesso, rimuovendo materiale con raspe e scalpelli e ricoprendo l’intera superficie con una patinatura pittorica marcatamente eterogenea che “sporcasse” il candore del gesso mettendo in luce l’effetto della lavorazione fortemente plastica.
Avendo messo a fuoco la tecnica di realizzazione, è stato possibile procedere con l’intervento di restauro sull’opera, anche in base ai risultati ottenuti da simulazioni preliminarmente condotte su provini, con l’obbiettivo ultimo di restituire integrità estetica e strutturale del manufatto, nel rispetto delle finalità per cui era stato eseguito. La pulitura dell’opera è stata effettuata con metodologie Dry Cleaning per rimuovere lo strato di deposito soprammesso evitando il contatto della superficie, spiccatamente sensibile, con soluzioni acquose. L’operazione è stata condotta ponendo particolare attenzione al mantenimento della patinatura pittorica e dei segni di lavorazione lasciati dall’artista, nel rispetto dell’opera quale modello di studio dove ogni traccia è espressione del processo creativo. Tra i diversi metodi sperimentati è stato selezionato il trattamento che prevedeva un passaggio con pennellini morbidi e aspiratore, seguito dall’uso localizzato di un panno in microfibra per la rimozione del deposito di polvere più compatto.
Sono stati poi riposizionati i frammenti distaccati del manufatto e trattati gli elementi metallici che mostravano ossidazioni. La ricostituzione delle aree di modellato mancanti è stata effettuata con un’integrazione removibile in gesso. Per garantire la più semplice rimovibilità dell’integrazione si è infatti preferito non stuccare la zona ma creare un guscio in scagliola modellato in loco che, combaciando perfettamente con i bordi di frattura, venisse tenuto in posizione esclusivamente da pochi punti di adesivo. Sulla superficie dell’opera è stato applicato un protettivo con funzione riaggregante degli strati superficiali della patinatura pittorica che risultavano decoesi. Infine la presentazione estetica, realizzata abbassando il tono bianco del gesso delle lacune con matite da ritocco, ha permesso una più chiara e integra lettura del manufatto, rendendolo maggiormente fruibile anche in vista di una possibile esposizione all’interno del Museo del Duomo di Milano.

L’elaborato di questa tesi è frutto di studi interdisciplinari che hanno affrontato parallelamente gli aspetti storico-artistici, i materiale costitutivi, la tecnica esecutiva e lo stato di conservazione dell’Assunta di Luciano Minguzzi, condotti con la collaborazione di diverse professionalità. Lo studio e gli approfondimenti sulla storia e la genesi di quest’opera hanno permesso di riportare alla luce le tecniche artistiche di questo grande scultore contemporaneo, ripercorrendo la lunga e travagliata creazione della V porta del Duomo di Milano, episodio conclusivo della costruzione della cattedrale. La conservazione di questo manufatto accresce inoltre la conoscenza sullo stretto legame che avevano i bozzetti preparatori in gesso nella realizzazione delle opere di questo artista. Gli studi sulla tecnica esecutiva e in particolare sulla natura e l’uso della patinatura pittorica su gesso, da parte di Luciano Minguzzi, hanno permesso infine di approfondire la conoscenza di questa particolare tecnica non ancora documentata a fondo.
 
 
* Tesi di Laurea Magistrale a ciclo unico quinquennale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (LMR-02) conseguita presso l'Università degli studi di Torino in convenzione con Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali "La Venaria Reale", a.a. 2014/2015. Relatori: Tiziana Sandri, Alessandro Morandotti; Correlatori: Oscar Chiantore, Tommaso Poli.
 
 
Bibliografie Essenziale
 
AA. VV., Restaurare per riscoprire. Restauro del bassorilievo in gesso Endimione dormiente, Accademia di Belle Arti di Venezia, 2011.
 
G. Agosti, A. Andreoni A. M. Giusti e altri, Il restauro delle opere in gesso: appunti da esperienze di laboratorio, in “OPD Restauro”, 2-1987, Firenze, Opus Libri, 1987.
 
A. Aldrovandi Baldi, Luciano “delle porte”: a colloquio con lo scultore Luciano Minguzzi, “IBC Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna”, 2, 9-2001.
 
C. M. Anselmi, L’Uso dei modelli nel cantiere del Duomo: tecnica, prassi e cronologia, in La Galleria di Camposanto. I modelli delle sculture del Duomo di Milano, a cura di Giulia Benati, Milano, ET, 2009.
 
L. Appolonia, L’impiego del gesso: usi e metodi per la conoscenza, in Problemi conservativi dei manufatti dell’Ottocento. I dipinti, la carta, i gessi, a cura di M. Fratelli, E. Signorini, Firenze, Il Prato, 2006.
 
F. Bianchi Janetti, La Scuola di Scultura della Fabbrica del Duomo, in La Galleria di Camposanto. I modelli delle sculture del Duomo di Milano, a cura di Giulia Benati, Milano, ET, 2009.
 
L. Borgioli, Polimeri di sintesi per la conservazione della pietra, Padova, Il Prato, 2006.
 
L. Borgioli, P. Cremonesi, Le resine sintetiche usate nel trattamento di opere policrome, Padova, Il Prato, 2005.
 
R. Bossaglia, Le creative unghiate di Minguzzi, in Luciano Minguzzi Sculture e disegni, Catalogo della mostra (Castel Ivano, Trento, 22 luglio-2 settembre 2001), Milano, Mazzotta, 2001.
 
R. Canuti, Minguzzi Luciano, in Dizionario Biografico degli Italiani, 74, 2010, pp. 633-636.
 
A. Cassi Ramelli, La porta del Duomo di Milano, Milano, Epifania, 1965.
 
E. Cattaneo, R. Bossaglia, M. Valsecchi, M. Cinotti, Il Duomo di Milano, 2 voll., Milano, Cassa di risparmio delle province lombarde, 1973.
 
A. Cerasuolo, Considerazioni sull’integrazione nel restauro. Il dibattito sulle esperienze contemporanee, “Bollettino ICR”, Nuova serie n. 8-9, Gennaio/Dicembre 2004, Roma, Nardini, 2004.
 
M. Daudin-Schotte, H. van Keulen, K.J. van den Berg, Analisi e applicazione di materiali per la pulitura a secco di superfici dipinte non verniciate, “Cesmar 7”, Quaderno n.12, Il Prato, 2014.
 
A. Felice (a cura di), Dizionario italiano dei termini tecnici, materiali ed attrezzature tradizionali nella formatura e nei calchi.
 
G. Ferrari, Lo stucco nell’arte Italiana, Milano, Hoepli, 1910.
 
C. Gabbriellini, R. Moradei e altri, Le ventuno sculture di Jacques Lipchitz restaurate dall’Opificio in vista della mostra “L’arte del gesso” nel palazzo Pretorio di Prato, “OPD Restauro”, 25-2013, Firenze, Centro Di, 2013.
 
A. Giuffredi, Formatura e fonderia. Guida ai processi di lavorazione, Firenze, Alinea, 2010. L. Minguzzi, Diritti e rovesci, Verona, Ghelfi, 1996.
 
G. L. Nicola (a cura di), De gypso et coloribus, Atti dei corsi estivi dell’Accademia di Belle Arti di Torino, Torino, Celid, 2002.
 
M. Pancera, Vite scolpite. Le opere, i drammi e le passioni di Lucio Fontana […], Milano, Simonelli, 1999.
 
C. Pirovano, Minguzzi. Scultore, Milano, Skira, 2002. R. Repishti, R. Schoefield, Architettura e controriforma. I dibattiti per la facciata del duomo di Milano 1582-1682, Milano, Electa, 2003.
 
E. Riccomini, L’Archiginnasio d’oro a L. Minguzzi, Bologna, Comune di Bologna, 1983.
 
T. Sandri, L’integrazione pittorica delle superfici in gesso, in “Lo Stato dell’Arte”, decimo Congresso annuale IGIIC, 22-24 novembre 2012, Accademia di san Luca, Roma, Nardini, 2012.
 
G. B. Sannazaro, Le Porte di bronzo del Duomo di Milano, Milano, NED, 1991.
 
F. Tattini, I. Tosini, Il calco della Mendicante di Quinto Martini: verifica degli elastomeri siliconici e messa a punto del metodo di pulitura e consolidamento, “OPD Restauro”, 24-2012, Firenze, Opus Libri, 2013.
 
T. Turco, Il Gesso. Lavorazione Trasformazione Impieghi, (seconda ed. ampliata), Milano, Hoepli, 1990.
 
M. Valsecchi, Luciano Minguzzi, Bologna, Grafis, 1975.
 
H. Van Keulen, S. De Groot, Marjolein e altri, Dry cleaning products analysed and tested at the Cultural Heritage Agency of the Netherlands (RCE), Amsterdam, Ottobre 2009-Dicembre, 2012.
 
A. Zanchi, Il tempo grande scultore: a Milano nasce un museo intitolato a Luciano Minguzzi, “Arte in”, 48, 10-1997.
 
S. Zanuso, Giovanni Andrea Pellizzone, il Duomo e la fontana per Antonio Londonio, in Carlo Borromeo, Pellegrino Tibaldi e la trasformazione interna del Duomo di Milano. Nuove acquisizioni critiche e documentarie, Atti della giornata di studi (10 giugno 2010) a cura di G. Benati e F. Repishti, Nuovi Annali, Rassegna di studi e contributi per il Duomo di Milano, II, 2011, pp. 85-102.