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BEVA O.F.® 371
Settore:
Manufatti dipinti su supporto ligneo o tessile ;Manufatti scolpiti in legno, arredi e strutture lignee ;Manufatti in materiali sintetici lavorati, assemblati e/o dipinti ;Materiali e manufatti tessili, organici e pelle
Descrizione:
Nome completo: Gustav Berger’s Original Formula 371. BEVA è l’acronimo di Berger Etilen-Vinil-Acetato. È commercializzato in Italia da C.T.S. Srl. È un adesivo termoplastico a base di copolimeri di etilen-vinilacetato (EVAc) introdotto per la prima volta negli U.S.A. nel 1970 da Gustav Berger. La sua formulazione completa, pubblicata nel 1972, è la seguente: il contenuto secco (40%) è costituito dai copolimeri EVAc Elvax® 150 DuPont (500g) e A-C® 400 Allied (170g), da una resina chetonica sostitutiva della Laropal® K80 BASF (300g), dall’estere ftalico dell’alcol idroabietico Cellolyn® 21 Hercules (40g), da paraffina e idrocarburi paraffinici (100g), mentre i solventi sono idrocarburi alifatici ed aromatici (60%). Ha l’aspetto di un gel opalescente, la sua Tg è di 18°C, mentre il rammollimento avviene a temperature comprese tra 50°C e 65°C (non c’è una T precisa poiché si tratta di una miscela di sostanze e non di un polimero puro); il raffreddamento deve avvenire sotto pressione.
Sin dalla sua creazione, una delle poche appositamente per il restauro, il BEVA® 371 è risultato un prodotto di largo impiego a livello internazionale e di elevata stabilità e durabilità, sebbene siano state mosse numerose critiche per il contenuto di plastificanti come Cellolyn® 21 e paraffina e per la presenza di aromatici (toluene) nei solventi. Può essere impiegato sia a caldo sia a temperatura ambiente, e trova applicazione nelle operazioni di velinatura, fermatura, consolidemanto, foderatura e strip lining. Il prodotto può essere usato tal quale, oppure diluito in white spirit o nel suo specifico Diluente 372; quest’ultimo è composto da toluene (10-20%), xilene (<2,5%), ottano e isomeri (25-50%), petrolio (10-20% con benzene <0,1%).
Classe:
Adesivi;Consolidanti
Bibliografia:
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Beva O.F.® 371, scheda di sicurezza fornita da C.T.S. Srl

Diluente 372 per Gustav Berger’s O.F.® 371, scheda di sicurezza fornita da C.T.S. Srl
Sara Bassi
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Commenti  

#1 Sara Bassi 2017-02-24 17:35
Durante la sperimentazione in occasione della mia tesi di laurea, per eseguire la fermatura del colore di un dipinto ad olio che presentava gravi sollevamenti, ho testato il BEVA 371 sia in soluzione col suo Diluente 372, sia con white spirit (solvente assai impiegato nella pratica di restauro in quanto meno tossico per l’operatore); facendo riferimento alla letteratura e alle esperienze di alcuni restauratori, le concentrazioni scelte sono state 1:5 (≈17%), 1:7 (12,5%) e 1:9 (10%). Ho eseguito il test di peeling per valutarne il potere adesivo. L’adesivo che ha sopportato il carico di rottura maggiore è stato quello sciolto in Diluente 372, ed ha anche impiegato il tempo maggiore per il totale distacco; il BEVA sciolto in white spirit ha sopportato invece carichi inferiori (potere adesivo molto simile a quello del Plexisol P550). Il test mi ha inoltre fornito la possibilità di fare delle osservazioni e formulare dei giudizi sui film formati da ogni adesivo: il film di BEVA 371 in Diluente 372 appare meno lucido e rimane ben adeso alla superficie sul quale è stato steso; il film di BEVA 371 in white spirit ha una colorazione biancastra, dovuta verosimilmente alla non completa solubilizzazione, e non resta perfettamente aderente alla superficie sul quale è stato applicato. Ho eseguito anche dei test di riattivazione col calore: il BEVA 371 nel suo diluente è risultato già riattivabile a T≈40°-50°C, mentre quello sciolto in white spirit ha cominciato ad essere appiccicoso già a 35°C.
Sull’opera ho poi deciso di applicare una soluzione di BEVA 371 in Diluente 372 con diluizione 1:5 in corrispondenza dei sollevamenti di colore più marcati, mentre per i cretti più piccoli ho impiegato una soluzione a concentrazione minore (1:7). Entrambe sono state iniettate con siringhe, previa solubilizzazione dell’adesivo con calore a bagnomaria (T≈65°C). Ho quindi atteso almeno 24 ore per consentire la completa evaporazione del solvente. Ho riattivato la resina a caldo (il calore può essere apportato tramite pistola a caldo o termocauterio o ferro da stiro o tavola calda o metodo della piscina e la temperatura richiesta è di circa 45°-50°C) e la fase di presa è avvenuta sotto peso (l’alternativa è il sotto vuoto). Ho infine eliminato gli eccessi di resina con facilità tramite tamponcini di cotone imbevuti nel Diluente 372.
La resina ha dimostrato un ottimo potere adesivo e una certa facilità nell’applicazione. Bisogna però tener presente che il solvente è tossico, che è necessario l’apporto di calore nelle fasi di solubilizzazione e di riattivazione e soprattutto che l’impiego del BEVA 371 inficia il possibile futuro utilizzo di qualsiasi altro adesivo naturale o sintetico (in particolar modo quelli a base acquosa).

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