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GRU>TECNOLOGIE>MATERIALI>Ammonio carbonato
Ammonio carbonato
Settore:
Materiali lapidei, musivi e derivati ;Superfici decorate dell’architettura
Descrizione:
L'ammonio carbonato o carbonato d’ammonio, (NH4)2CO3, è un sale inorganico con un valore di pH pari a 9.4 per una soluzione di 100 g/l in acqua osmotizzata. Utilizzato in soluzione acquosa principalmente per la rimozione di strati superficiali di sostanze grasse, rigonfia le sostanze proteiche ed esercita un'azione solubilizzante nei confronti del solfato di calcio trasformandolo nel solubile solfato di ammonio.
Non rilascia residui sul manufatto, ma si decompone in prodotti volatili come acqua, ammoniaca e anidride carbonica. La velocità di decomposizione aumenta con l’aumentare della temperatura (se usato con acqua troppo calda non agisce sulle sostanze da eliminare). Come conseguenza di tale comportamento, agli effetti pratici, una soluzione di ammonio carbonato agisce in maniera simile a un solvente classico.
A seconda della tenacia degli strati da rimuovere, può essere utilizzato a tamponcino o ad impacco anche per diverse ore per poi essere risciacquato con acqua.
Se si vuole sfruttare il suo effetto desolfatante bisogna, in seguito alla rimozione dell'impacco, avere l'accortezza di applicare dei materiali estrattivi (kleenex, carta giapponese, polpa di carta, ecc.) al di sopra della superficie appena trattata, per evitare che si formino dei veli di sbiancamento dovuti alla ricristallizzazione della calcite e dei residui di solfato di calcio migrati sulla superficie.
Va sempre applicato con guanti, maschera e occhiali protettivi perché tossico se ingerito; può provocare irritazioni cutanee e lesioni oculari gravi ed è classificato come nocivo.
Classe:
Pulitura
Bibliografia:
M. ALONSO CAMPOY, E .BORRELLI , Uso e abuso del carbonato d’ammonio nelle puliture delle opere d’arte, in La pulitura delle superfici dell'architettura: atti del convegno di studi, Bressanone, 3-6 luglio 1995, Padova, Libreria Progetto

L. DEI, P. BAGLIONI, G. SARTI, E. FERRONI, 
Aging effects on ammonium carbonate/acetone solutions and cleaning of works of art, in Studies in conservation, vol. 41, n. 1, pp. 9-18 (1996)

M. MATTEINI, A. MOLES, La chimica nel restauro, Firenze, Nardini, 2007

Ammonio carbonato, scheda di sicurezza fornita da C.T.S. Srl
Elena Cagnoni
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Commenti  

#3 Valeria Galizzi 2017-06-05 21:11
Ho utilizzato il carbonato d'ammonio in particolare in due occasioni: per la pulitura di croste nere su statue di marmo esposte all'aperto e per il descialbo di rilievi in stucco a base carbonatica interessati da 7 strati di scialbo di diversa natura e colore (per uno spessore complessivo pari e a volte superiore al mm).
In entrambi i casi l'azione del solo carbonato non si è però rivelata sufficiente, nemmeno se applicato in soluzione satura e per tempi prolungati. E' stato perciò necessario sfruttarlo in azione combinata con una piccola percentuale di EDTA bisodico (in una preparazione simile all'AB57) per ottenere un effetto apprezzabile sulle croste/strati di scialbo da rimuovere.
#2 Serena Di Gaetano 2017-04-05 12:44
Anche io l'ho utilizzato nella pulitura di sculture in marmo esposte all'aperto e caratterizzate da spesse croste nere. La concentrazione dipendeva dallo spessore e dalla tenacità dei materiali da rimuovere e in funzione di questi anche i tempi di applicazione. Anche su superfici architettoniche decorate ha dato ottimi risultati (arenaria,marmo e calcari), l'unica cosa è il risciacquo, che come scritto da Elena, dev'essere effettuato più e più volte se non si vogliono avere spiacevoli aloni biancastri sulle superfici.
+2 #1 Elena Cagnoni 2017-02-24 17:30
Ho usato spesso il carbonato d’ammonio e si è sempre dimostrato uno dei metodi di pulitura migliori per i materiali lapidei naturali ma anche sui laterizi e nello specifico sulle murature ruderizzate con strati di solfato di calcio inamovibili con altri metodi testati.
Durante lavori su un lotto che comprendeva numerose statue - in marmo di Carrara, marmo pentelico e marmo bigio (lapis niger) - in seguito a test di pulitura effettuati in prossimità di stuccature storiche con ammonio carbonato, eseguiti al fine di indagare un'eventuale presenza di materiale organico, è stato possibile osservare la formazione aloni giallastri di difficile rimozione soprattutto dove il materiale lapideo si mostrava più poroso, confermando l'intuizione iniziale; la presenza di materiale organico, in questo caso colofonia, non stupisce in quanto veniva ampiamente utilizzata in passato, come confermato dalle fonti, e spesso mi è capitato di identificarla in casi analoghi a quello descritto. La pulitura è stata pertanto preceduta dalla rimozione o protezione delle stuccature storiche, in riagione dello stato di conservazione che le caratterizzava, e infine effettuata con impacchi di ammonio carbonato, supportato da polpa di carta, con concentrazione variabile (5-20%) e durata calibrata a seconda della tenacia degli strati da rimuovere.

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