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Degalan® (Plexisol) P550
Settore:
Manufatti dipinti su supporto ligneo o tessile ;Manufatti scolpiti in legno, arredi e strutture lignee ;Manufatti in materiali sintetici lavorati, assemblati e/o dipinti
Descrizione:
Il nome Plexisol fa riferimento alla vecchia denominazione commerciale della casa produttrice tedesca Röhm, mentre il nome attuale risulta Degalan® P550 ed è prodotto dall’industria tedesca Degussa; in Italia è distribuito da C.T.S. Srl.
È un polimero di n-butilmetacrilato diluito al 39-41% in benzina 100°-140°C, ottenuto per poliaddizione dell’alcol butilico (o butanolo) e dell’acido metacrilico (o acido 2-metilpropenoico); ha una viscosità di 2,8-5,4 Pl, densità di 0,84 g/cm3, Tg di 33,65°C ed una temperatura di rammollimento di 54°C. Essendo un butil-derivato, presenta un forte carattere alifatico o lipofilo, con conseguente diminuzione della polarità dell’intera molecola; tale caratteristica lo rende solubile in solventi organici apolari a basso peso molecolare, come idrocarburi alifatici, esteri, chetoni, idrocarburi aromatici, glicoleteri, glicoleteri acetati, idrocarburi clorurati e parzialmente solubile in alcoli. L’asciugatura avviene per evaporazione del solvente. Viene impiegato come consolidante per supporti tessili degradati e per pellicole pittoriche decoese, nonché come adesivo per la fermatura o per la velinatura; risulta invece non adatto all’uso come adesivo per la foderatura, sebbene in letteratura si trovi spesso tale indicazione.
Classe:
Adesivi;Consolidanti
Bibliografia:
L. BORGIOLI, P. CREMONESI, Le resine sintetiche usate nel trattamento di opere policrome, Saonara (PD), Il Prato, 2005

D. DE LUCA, I manufatti dipinti su supporto tessile. Vademecum per allievi restauratori, Saonara, Il Prato, 2012

G. C. SCICOLONE, L’utilizzo di polimeri termoplastici a freddo. Attivazione, Tg, presa e filmazione, in Kermes, n. 83 (2011), pp. 71-75

Plexisol® P550, scheda tecnica e scheda di sicurezza fornita da C.T.S. Srl
Sara Bassi
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Commenti  

#1 Sara Bassi 2017-02-24 17:37
Se si utilizza per la velinatura, bisogna tener presente che per ottenere una completa solubilizzazione in ligroina 90°-100°C o 100°-140°C è necessario aggiungere acetone. Questo è importante sia in fase di applicazione (test di solubilità sulla pellicola pittorica) sia in fase di rimozione della velina (la sola ligroina non è sufficiente). Uno dei principali vantaggi è sicuramente la possibilità di eseguire la solubilizzazione e l’applicazione a temperatura ambiente. Durante la velinatura, bisogna considerare che la carta giapponese va prima adattata alla superficie pittorica con sola acqua o acqua di colla (colla di coniglio al 4‰ in acqua) e soltanto dopo l’asciugatura fissata con l’adesivo.
Durante la sperimentazione della mia tesi di laurea, ho avuto inoltre modo di testarne il potere adesivo per eseguire la fermatura del colore di un film pittorico ad olio interessato da gravi sollevamenti; il confronto è stato fatto col BEVA 371. Ho sciolto la resina in ligroina 90°-100°C in diluizione 1:4 (20%), 1:5 (≈17%) e 1:6 (≈14%), con aggiunta di qualche goccia di acetone per facilitarne la solubilizzazione. Dal test di peeling è risultato che il potere adesivo del Plexisol è simile a quello del BEVA 371 sciolto in white spirit, ma decisamente inferiore rispetto al BEVA sciolto in Diluente 372. Il test mi ha inoltre fornito la possibilità di fare delle osservazioni e formulare dei giudizi sui film formati da ogni adesivo; in particolare, il film di Plexisol P550 appare molto lucido, satura i colori e rimane ben adeso alla superficie sulla quale è stato steso. Durante il successivo test di riattivazione col calore, la resina ha cominciato a diventare appiccicosa a circa 50°C.

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