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Hxtal NYL-1
Settore:
Materiali lapidei, musivi e derivati ;Superfici decorate dell’architettura ;Manufatti in materiali sintetici lavorati, assemblati e/o dipinti ;Materiali e manufatti ceramici e vitrei
Descrizione:
La Hxtal NYL-1 è una resina epossidica bicomponente (diglicidil-etere del bisfenolo A e trietilendiammina) utilizzata principalmente nel restauro del vetro e della ceramica per incollaggi, infiltrazioni e integrazioni. Si presenta, una volta miscelata, come un liquido a bassa viscosità, trasparente e incolore, con un indice di rifrazione di 1,51, simile a quello del vetro (1,5-1,9). Può essere pigmentata in pasta con pigmenti in polvere e ha tempi di reticolazione particolarmente lunghi: dopo circa 30 ore il materiale risulta duro e la reticolazione completa avviene in 7/14 giorni. Nel confronto con le altre resine epossidiche in commercio, risulta particolarmente resistente a fenomeni di infragilimento e ingiallimento dovuti a foto ossidazione e al naturale invecchiamento del materiale.
Classe:
Adesivi;Presentazione estetica
Bibliografia:
C. C. AUGERSON, J. M.MESSINGER, Controlling the refractive index of epoxy adhesives with acceptable yellowing after aging, in Journal of the American Institute of Conservation, 32, n. 3 (1993) pp. 311–314

S. DAVISON, Reversible fills for transparent and translucent materials, in Journal of the American Institute for Conservation, 37, n.1 (1998) pp. 35-47

P. FISHER, Hxtal NYL-1, an epoxy resin for the conservation of glass, in Glass and enamel conservation, UKIC Occasional Paper 11, London, (1992) pp. 6–9

J. M. MESSINGER, P. T. LANSBURY, Controlling the refractive index of epoxy adhesives, in Journal of the American Institute for Conservation, 28, n. 2 (1989) pp. 127–136

N. H. TENNENT, J. H. TOWNSEND, The significance of the refractive index of adhesives for glass repair, in Adhesives and consolidants, London, 1984, pp. 205–212
Maria Facchinetti
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Commenti  

#1 Maria Facchinetti 2017-02-24 17:38
Ho utilizzato la Hxtal NYL-1® nel restauro di vetrate dipinte, sia per incollare frammenti che per reintegrare le lacune delle tessere vitree. Le tempistiche di reticolazione molto lunghe comportano svantaggi e vantaggi; permettono di utilizzare la resina nell'immediato per l'infiltrazione di cricche sottili (garantendo una buona penetrazione) e permette alle bolle d'aria di emergere dalla massa della resina, ma allo stesso tempo ho incontrato difficoltà nella rimozione del materiale non ancora reticolato dalla linea di frattura. Infatti, presentando le tessere grisaglia applicata su entrambi i lati ed in stesure molto consistenti, era necessario rimuovere rapidamente l'eccedenza di prodotto per evitare che questo imbevesse la grisaglia porosa, saturandola e lasciando macchie scure. Ho effettuato la rimozione con tamponi e acetone, ma pur riducendo al minimo l'apporto di acetone, durante la pulitura si rimuoveva anche la resina in frattura, ancora molto liquida, che veniva risucchiata fuori svuotando di fatto l'incollaggio. Peraltro è possibile riscaldare la resina prima dell'applicazione tramite IR o con un phon industriale, aumentandone la viscosità e riducendo sensibilmente i tempi di reticolazione. E' però estremamente difficile il controllo della temperatura, e in un caso l'eccessivo apporto di calore ha accelerato in modo eccessivo la reazione che ha fatto bollire letteralmente la resina, rendendola inutilizzabile. Cicli di trenta secondi a 15-20 cm di distanza da una lampada IR, ripetuti due o tre volte garantiscono in genere di riuscire a controllare bene il riscaldamento. Nel trattamento delle lacune ho integrato sia colorando la resina in pasta con pigmenti per vetro IDEAVETRO, che con pigmenti in polvere ORASOL della Kremer. La prova coi pigmenti Orasol ha dato dei problemi, essenzialmente perché, avendo a disposizione già dell'indurente EPO 150 pigmentato, l'ho aggiunto con un tentativo un po'azzardato, alla resina Hxtal. La mescolanza delle due epossidiche non ha peraltro influito con la reticolazione del materiale, che è avvenuta nei tempi stabiliti; in compenso la pigmentazione si è completamente scolorita e la resina è tornata quasi trasparente. Le prove effettuate invece coi pigmenti per vetro hanno dato un'ottimo risultato. Infine ho sperimentato anche una terza modalità di pigmentazione della lacuna, effettuando una prima integrazione leggermente sottolivello, che, una volta reticolata ho integrato con colori a vernice, quindi ho sigillato l'integrazione con una seconda colata di epossidica a livello. Questo procedimento dovrebbe garantire una vita più lunga al ritocco.

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