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GRU>TECNOLOGIE>MATERIALI>Agarart
Agarart
Settore:
Materiali lapidei, musivi e derivati ;Superfici decorate dell’architettura ;Manufatti dipinti su supporto ligneo o tessile ;Manufatti scolpiti in legno, arredi e strutture lignee ;Manufatti in materiali sintetici lavorati, assemblati e/o dipinti ;Materiali e manufatti tessili, organici e pelle;Materiali e manufatti ceramici e vitrei;Materiali e manufatti in metallo e leghe;Materiale librario e archivistico e manufatti cartacei e pergamenacei;Materiale fotografico, cinematografico e digitale;Strumenti musicali;Strumentazioni e strumenti scientifici e tecnici
Descrizione:
L'Agarart è un idrocolloide naturale con proprietà addensanti, costituito fondamentalmente dall’alga naturale Agar Agar, della famiglia delle Rodoficee (specie Gelidium e Gracilaria), i cui componenti principali sono l'Agarosio (frazione neutra, gelificante) e l'Agaropectina (frazione salificata, non gelificante); le loro percentuali possono variare in funzione del tipo di alga utilizzato, del metodo di estrazione impiegato e di fattori stagionali. Viene commercializzato da C.T.S. Srl sotto forma di polvere chiara.
Si tratta di un materiale insolubile in acqua a temperatura ambiente, che però diventa solubile a temperature superiori agli 80°C (T di fusione: 85°-90°C). Durante il raffreddamento, le molecole del polimero assumono una conformazione ad elica che permette loro di intrecciarsi formando un reticolo ordinato e compatto; sotto i 40°C la soluzione solidifica formando un gel rigido (T di gelificazione: 38°-42°C). Il pH di una soluzione all’1,5% è di circa 6.0-7.5.
La caratteristica principale è la termoreversibilità: se riscaldato, infatti, il gel fonde nuovamente e ancora riforma un gel rigido per raffreddamento, rendendo il processo di liquefazione-gelificazione ripetibile.
Il vantaggio di questo gel è quello di trattenere fortemente l'acqua, la quale appunto agisce sull'interfaccia tra la superficie del manufatto e il gel rigido, con un controllo della penetrazione nel substrato poroso; esso inoltre agisce come una spugna catturando il materiale solubilizzato da rimuovere. La preparazione risulta molto semplice: la polvere di Agarart deve essere sciolta in acqua o in una soluzione acquosa in una percentuale variabile tra lo 0,5% ed il 5%, portata ad ebollizione per 6 minuti e tenuta sotto costante agitazione. La soluzione acquosa può contenere chelanti (es: citrato o EDTA) oppure tensioattivi non ionici.
Per raggiungere il livello ottimale di pulitura, bisogna controllare alcuni parametri quali: la temperatura della soluzione al momento dell’applicazione; la densità della soluzione; lo spessore del gel applicato; il tempo di contatto.
Classe:
Supportanti;Pulitura
Bibliografia:
M. ANZANI, M. BERZIOLI, M. CAGNA, E. CAMPANI, A. CASOLI, P. CREMONESI, M. FRATELLI, A. RABBOLINI, D. RIGGIARDI, Gel rigidi di agar per il trattamento di pulitura di manufatti in gesso - Use of rigid agar gels for cleaning plaster objects, Quaderno n. 6 CESMAR7, Padova, Il Prato, 2008

M. ANZANI, A. RABBOLINI, Il restauro del materiale lapideo con i gel di agar agar: il gesso “La bella Pallanza” e il marmo “Busto di donna” di Paolo Troubetzkoy, in Lo stato dell'arte 7, VII Congresso Nazionale IGIIC, Volume degli atti, Firenze, Nardini, 2009

E. CAMPANI, A. CASOLI, P. CREMONESI, I. SACCANI, E. SIGNORINI, L’uso di agarosio e agar per la preparazione di gel rigidi – Use of agarose and agar for preparing rigid gels, Quaderno n. 4 CESMAR7, Padova, Il Prato, 2007

Agarart, scheda tecnica e scheda di sicurezza fornite da C.T.S. Srl
Arianna Biondani
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Commenti  

+1 #2 Rebecca Ranieri 2017-05-21 16:31
Io ho usato l'agar gelificato a freddo su carta, trovo che sia un ottimo materiale da impiegare nei casi in cui non si possa trattare il materiale cartaceo con lavaggio acquoso, o qualora si voglia effettuare una pulitura superficiale; tuttavia la non perfetta trasparenza del gel non consente di monitorare in modo totalmente soddisfacente l'intervento.
#1 Serena Di Gaetano 2017-05-21 15:24
Ho utilizzato anche io i gel di agar su gesso sia a caldo che a freddo. Nel primo caso steso a pennello prima che il gel si solidificasse, nel secondo, ricavando della "mattonelle" da applicare sulla superficie una volta che il gel si era solidificato completamente. A caldo il maggior vantaggio è stato la perfetta aderenza al substrato (un naso d'integrazione) con difficoltà però di rimozione; nel secondo il vantaggio è la quasi totale assenza di residui e quindi una maggiore velocità di rimozione però se la superficie non è completamente planare il risultato può non essere perfettamente omogeneo. Quindi dipende dai casi e dalla superficie da trattare, però rimane un ottimo prodotto specie per puliture con limitato apporto d'acqua.

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