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Il lavoro di tesi ha riguardato il restauro di sei moulages in cera facenti parte della Collezione di cere dermatologiche ideata e realizzata agli inizi del Novecento dal Dott. Angelo Fermo Bellini per l’Istituto Dermosifilopatico dell’Ospedale Maggiore di Milano. 

L’intera Collezione rimase esposta nell’atrio della Clinica dermatologica fino alla Seconda guerra mondiale, quando, per proteggerle dai bombardamenti, le opere vennero accatastate nelle cantine della stessa. Esse vennero nuovamente esposte negli anni Settanta del Novecento, in seguito ad alcuni interventi di ripristino eseguiti sulle numerose cere danneggiate. I sei moulages restaurati racchiudono il ventaglio di problematiche riscontrabili sull’intera Collezione. Le indagini conoscitive e il monitoraggio ambientale del contesto espositivo hanno consentito di definire il progetto d’intervento.L’analogia fra materiali costituenti e tecnica di realizzazione che caratterizza queste opere ha consentito di programmare un restauro basato su un approccio metodologico unitario estendibile anche agli altri elementi della Collezione, comunque attento alle specifiche necessità conservative di ogni modello. L’obiettivo è stato il recupero materico ed estetico dei manufatti, al fine di ridurre le problematiche riscontrate, permetterne una buona fruibilità e una idonea stabilità per la loro conservazione nel tempo, tenendo presenti i principi di ritrattabilità e minimo intervento.

L'intervento ha interessato tutti i materiali di cui si compongono i moulages: cera, gesso, tessuti, carta, metalli e legno, approfondendo maggiormente gli aspetti relativi al restauro del materiale ceroso. Focus del lavoro sono state le integrazioni delle mancanze sia della sola cera che di cera e del gesso sottostante e la scelta di un adesivo che avesse delle caratteristiche indicate per l’incollaggio dei sottili frammenti cerosi originali fratturati: è stato effettuato uno studio al fine di identificare l’adesivo più idoneo a tale scopo, tenendo in considerazione gli stress meccanici a cui possono essere soggette opere in cui si assiste alla compresenza fracera e gesso, materiali che rispondono in maniera totalmente differente all’umidità relativa. Lo studio è stato condotto con l’intento di identificare un adesivo idrosolubile capace di soddisfare i requisiti di stabilità, compatibilità e reversibilità.

È stato inoltre possibile avvalersi dell’uso della modellazione 3D per eseguire alcune delle fasi di lavoro,questa occasione per raffrontare la metodologia “tradizionale” con le possibilità offerte dai sistemi di prototipazione e stampa 3D.

*Tesi di diploma equiparato a Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei beni culturali (LMR-02) conseguita presso la SAFS dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, a.a. 2018-2019; Relatori: Roberto Bonaiuti; Paolo Maria Galimberti; Simone Porcinai; Francesca Rossi; Laura Speranza.


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