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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>Aquilanti Chiara - I calchi in gesso di arredi di area vesuviana: il caso delle ante dell’armadio della villa rustica della Pisanella a Boscoreale. Studio e restauro*

L’elaborato di tesi di tesi tratta dell'intervento di conservazione e restauro condotto su un calco in gesso delle ante frontali di un armadio ed i relativi cardini in osso, proveniente dalla villa della Pisanella, presso Boscoreale.

L'opera in oggetto sottende una duplice valenza storica, in quanto nonostante la sua realizzazione sia datata al 1894, assume la sembianze di un originale armarium ligneo antecedente al 79 d.C. Questa condizione ha reso quindi necessario approfondire due aspetti fondamentali. In primo luogo, il contesto archeologico di provenienza e le vicende di scavo della villa della Pisanella, dimora del suburbio pompeiano dedicata alla produzione agricola di vino e olio. In secondo luogo, l’importanza storica diquesto manufatto, testimonianza del modus vivendi di età romana, ha richiesto uno studio attento delle tipologie di arredi presenti nelle abitazioni di età imperiale, con particolare attenzione agli esemplari di armaria conservati a Pompei ed Ercolano.

La singolarità di questo oggetto è legata alla peculiare tecnica dei calchi di area vesuviana, tecnica resa famosa per aver dato forma ai corpi delle vittime a Pompei, introdotta da Giuseppe Fiorelli, ma già precedentemente usata già in età borbonica per i calchi di arredi.
Le informazioni reperite durante le ricerche bibliografiche e di archivio sono risultate di estrema importanza per permettere di identificare il manufatto, privo di un numero di inventario. Inoltre, è stato possibile rinvenire il disegno del calco nella sua originaria interezza; questo, realizzato ad un anno dalla formatura del manufatto, mostra la conformazione dell’originale armadio.

Un attento studio dello stato di conservazione e le analisi a raggi X hanno permesso di individuare le cause dei principali fattori di degrado e ricucire la storia conservativa. Infatti, dalla scansione radiografica è emersa la presenza di lesioni in corrispondenza di stuccature appartenenti ad un precedente intervento di restauro. Questo ha permesso di dedurre che, a seguito dei bombardamenti del 1943, il manufatto è stato ridotto in stato frammentario. Un sopralluogo presso i depositi del Granaio di Pompei, in cui era conservato il calco, ha confermato questa deduzione, in quanto è stata rinvenuta una delle pareti lateralidell’armadio, tutt’ora in stato frammentario.

Gli esiti di questa prima fase di approfondimento conoscitivo sono stati utili per la progettazione ed il restauro che, rispettando il concetto di "minimo intervento", hanno garantito il miglioramento delle condizioni conservative, della leggibilità del manufatto e delle problematiche conservative in essere. L’intervento ha richiesto una fase preliminare di studio delle tecniche di pulitura più idonee, ponendo a confronto i sistemi di dry cleaning, i gel rigidi e le strumentazioni laser; una seconda fase ha riguardato lo studio di tre consolidanti presenti in commercio, attraverso una sperimentazione, condotta su provini opportunamente predisposti, con l’obiettivo di confrontarne al meglio le caratteristiche, attraverso indagini colorimetriche, peel test ed analisi della penetrazione con l’uso della spettroscopia LIBS.

Infine, è stato effettuato uno studio preliminare sugli adesivi, nell’ottica di risarcire le aree in cui le stuccature preesistenti sono state rimosse, in quanto non più adese al gesso costitutivo e quindi non più funzionali. Avendo messo a fuoco le metodologie dell’intervento, nel rispetto della materia originale e della reversibilità, è stato possibile quindi procedere con le operazioni di restauro sull’opera.

Alla fase di pulitura, che ha permesso di ripristinare la leggibilità della superficie, conferendo ai cardini una ritrovata visibilità, è seguita una fase di ripristino della continuità della superficie del manufatto, attraverso la rimozione delle stuccature, al consolidamento delle interfacce ed all’ applicazione di un nuovo livello di stuccature con l’obiettivo di migliorare la lettura del manufatto nella sua interezza.

*Tesi di Laurea Magistrale a ciclo unico quinquennale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (LMR-02) conseguita presso Università degli studi di Torino in convenzione con Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali "La Venaria Reale", a.a. 2014/2015. Relatori: Alessandro Segimiro, Valeria Meirano; Correlatori: Riccardo Bellan, Paola Croveri.

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