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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>Gualdani Giovanni - Il caso studio del dipinto su tavola Natività di Cesare da Sesto. Un lombardo nel Rinascimento meridionale: particolarità tecniche e costruttive. L'intervento di restauro della tavola*

L’oggetto di tesi ha riguardato il restauro del supporto ligneo del dipinto Natività (213,0 x 137,0 cm) probabilmente realizzato nel secondo decennio del XVI secolo in area campana e attribuito al pittore lombardo Cesare da Sesto con l’aiuto di un collaboratore meridionale.

Si tratta di un particolare caso di studio che ha fornito informazioni importanti per una più approfondita lettura storico-artistica, ma soprattutto per l’impostazione del progetto d’intervento. Il grave stato di conservazione in cui l’opera versava era dovuto a tensioni continue tra tavolato e traverse originali. L’obiettivo della tesi è stato quello di creare un nuovo equilibrio fra gli elementi strutturali in modo da poter garantire una duratura e corretta conservazione del manufatto, mantenendo al meglio l’integrità degli elementi originari ancora presenti. In occasione di una recente esposizione al pubblico si erano evidenziati notevoli sollevamenti della pellicola pittorica, fessurazioni e sconnessioni del legname derivate soprattutto da una cattiva coesistenza fra il supporto e la traversatura originaria.

Quest’ultima era caratterizzata da traverse, eccessivamente rigide, affisse al tavolato tramite chiodi metallici che avevano contribuito a creare un enorme vincolo. Il supporto necessitava di traverse maggiormente flessibili per andare incontro ai naturali movimenti del legno causati dalle variazioni termo-igrometriche dell’ambiente circostante. Dopo ponderate valutazioni è stato scelto di mantenere gli elementi costituenti della traversatura effettuandone una temporanea separazione dal supporto, utile al successivo risanamento strutturale; quindi le traverse estratte sono state adeguate conferendo loro una maggiore flessibilità per garantire un corretto controllo dei movimenti del tavolato, senza creare tensioni indesiderate. Il riutilizzo delle modalità d’ancoraggio originarie è reso possibile grazie ad un innovativo sistema che ha permesso di unire gli elementi metallici (precedentemente recisi separando la testa del chiodo dallo stelo) tramite operazioni di saldatura e filettatura, interponendo un meccanismo registrabile caratterizzato da molle coniche a spirale. La realizzazione di questo progetto, insieme ad un efficace risanamento del supporto effettuato principalmente con la tecnica del cuneo e della tassellatura, garantisce una duratura conservazione del manufatto e, in particolare, della pellicola pittorica.

Durante quest’esperienza è stata effettuata anche una sperimentazione con l’Unità di Ricerca per le Tecnologie del Legno del G.E.S.A.A.F. dell’Università degli Studi di Firenze, rappresentata da Luca Uzielli e Lorenzo Riparbelli. In questa sede è stata definita una procedura rigorosa che, tramite prove di carico-deformazione, ha permesso di misurare e mettere in relazione la funzione meccanica di controllo della traversatura rispetto alla necessità deformativa del supporto. NellaNatività quest’applicazione è stata molto importante poiché ha consentito di mettere a fuoco le strategie d’intervento tramite la definizione matematica della flessibilità della traversatura; di conseguenza sono stati definiti il numero e lo spessore (e quindi il grado elastico) degli strati nelle quali le traverse sarebbero state sezionate per ottenere il controllo ottimale dei movimenti del tavolato. Da ora in poi questa potrà essere applicata su qualsiasi manufatto dipinto su tavola.

* Tesi di diploma equiparato a Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei beni culturali (LMR-02) conseguita presso la SAFS dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, a.a. 2016/2017; Relatore Coordinatore: A. Santacesaria, Relatori: C. Castelli, L. Gusmeroli, C. Frosinini, G. Lanterna.

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