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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>Peroni Elisa - Restauro di un dipinto murale dalla Casa del Bracciale d'oro di Pompei. Ottimizzazione delle caratteristiche del nuovo supporto in composito, considerazioni sugli strati di reversibilità*
L’opera trattata nell’elaborato di Tesi Magistrale è un dipinto murale corredato di cornice in stucco, rinvenuto in stato frammentario nella Casa del Bracciale d’Oro di Pompei e successivamente riassemblato su un pannello preformato in cemento armato.
L’affresco, benché fortemente lacunoso, si trova in un discreto stato di conservazione, merito dell’eccellente tecnica pittorica pompeiana, qui declinata secondo il gusto di IV stile. Il degrado più allarmante è dovuto al supporto: il cemento armato appesantisce fortemente l’opera – rendendone complicata la movimentazione – e non possiede una resistenza flessionale sufficiente a impedire le deformazioni della struttura, che risulta di conseguenza fessurata.

Essendo evidente la necessità di sostituire il pannello cementizio, lo studio si è suddiviso tra l’analisi dell’opera e la progettazione del nuovo supporto. L’attenta osservazione del manufatto, supportata dalle indagini diagnostiche, ha chiarito tecnica esecutiva, interventi precedenti e stato di fatto dell’oggetto, evidenziando le criticità presenti e permettendo una corretta progettazione delle operazioni. Il nuovo supporto sfrutta la tecnologia dei pannelli compositi a struttura sandwich: è costituito da un materiale d’anima leggero e inerte in PET e due facce di laminazione composito carbonio/epossidica. Per caratterizzare le proprietà del materiale e determinare standard di riferimento replicabili, è stata programmata una serie di test, eseguiti in collaborazione con il Politecnico di Torino. Dai risultati ottenuti è stato creato un modello virtuale di supporto, sul quale sono state simulate le sollecitazioni meccaniche possibili in fase di movimentazione: combinando tali informazioni con i parametri tipici di un intonaco, è stata individuata la tipologia di pannello idonea allo scopo. Il supporto è stato creato ad hoc, rispettando i requisiti necessari per garantire la perfetta planarità del sistema. Infine è stato studiato un incollaggio reversibile dei frammenti, per assicurare, in futuro, un agevole distacco dell’opera dal supporto autoportante.

L’intervento ha permesso di approfondire la ricerca su materiali innovativi e molto promettenti: le prove, eseguite secondo le normative, sono un valido punto di riferimento per la progettazione di questa tipologia di supporto, che combina un peso ridotto con un’elevata rigidezza, a garanzia di una movimentazione più semplice e sicura, requisito fondamentale per le opere mobili.


*Tesi di Laurea Magistrale a ciclo unico quinquennale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (LMR-02) conseguita presso Università degli studi di Torino in convenzione con Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali "La Venaria Reale", a.a. 2017/2018. Primo relatore: Prof. Antonio Iaccarino Idelson Secondo Relatore Prof. Diego Elia; Correlatori: Referente scientifico e LaboS: Dott. Paola Croveri Correlatore esterno: Ing. Massimiliano Mattone.

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