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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>Ciarrocchi Marco Davide - DOUBLE GRILLES DI FRANÇOIS MORELLET: CRITERI PER LA CONSERVAZIONE DELL’ARTE CINETICA*
L’opera dell’autore François Morellet (Cholet 1926 – Cholet 2016), cofondatore del GRAV di Parigi, datata tra il 1950 e il 1981, è conservata presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi.
L’opera è composta da due elementi, inventariati “2721” il primo e “2722” il secondo, entrambi restaurati nei labortori dell’Istituto di Restauro delle Marche, sito a Montecassiano (MC) nel 2015 e nel 2016. Costituita da un insieme di materiali industriali non finalizzati ad uso artistico, si compone essenzialmente in due parti: la struttura di sostegno, formata da due aste metalliche fissate su una base circolare, e il supporto: una griglia in alluminio composta da 10 tondini che, assemblati, formano 16 riquadri. Il supporto figurativo varia costantemente attraverso il movimento indotto da un motoriduttore della ditta Crouzet secondo un sistema cinematico a pignoni e catena.
La struttura di sostegno e il motoriduttore sono dipinti con una pellicola sintetica nera. Il lavoro nasce come espressione illusionistica ricca di sistemi che fanno riferimento agli elementi basilari della matematica, denso di rimandi geometrico-algebrici che inducono l’osservatore ad esplorare la quarta dimensione. È un’opera in linea con le tendenze cinetiche moderne, sviluppate attorno alla visione percettiva e alla psicologia della forma in un clima dinamico e carico di aspettative. La scultura N. 2722 ha subìto due interventi di restauro, con approccio diverso, prima nel 2015 poi nel 2016, ed è l’opera da cui si sviluppa l’articolo, poiché presentava numerose lacune e sollevamenti della pellicola pittorica sullo statore del motoriduttore e non veniva più messa in funzione a causa del mancato tensionamento della catena, non più garantito dal serraggio delle viti che vincolano il motoriduttore al sostegno.

Il restauro è consistito in un “restauro-riparazione” minimale dei difetti, studiando il movimento con un filmato, integrando la scheda conservativa con le informazioni fornite dalla ditta Crouzet costruttrice del motoriduttore, evidenziando le caratteristiche tecniche del motore e della trazione a catena e pignoni. La documentazione del movimento è stata accompagnata dal monitoraggio termico del motoriduttore. Per evitare di imporre all’opera limiti espositivi, è stato suggerito un piano di conservazione programmata museale. Le operazioni svolte, si sono rivelate in linea con i codici deontologici divulgati dai restauratori di settore con maggior esperienza, come Rehinard Bek e Luca Lottini, intervistati sul tema.

Problematiche conservative 2015/2016
Il primo intervento, nel 2015, ha interessato l’opera nella sua valenza estetica e meccanica, trattando i numerosi punti di corrosione, sia sul supporto che sul sostegno comprese abrasioni e lacune della pellicola pittorica sul motore, arrecate dal costante scorrimento delle parti meccaniche. Dunque la pellicola pittorica di natura sintetica è stata pulita con il Tween 20 in acqua demineralizzata e le lacune, sono state reintegrate con una miscela di Acril 33 al 25% in acqua demineralizzata + acquerelli Winsor&Newton e pigmento nero avorio.
I punti di ossidazione sono stati puliti con il triammonio citrato all’1% in acqua demineralizzata e alcool etilico. Le ossidazioni sono state trattate con il convertitore di ruggine Fertan e la griglia in alluminio protetta con Paraloid B72 al 4% sciolto in acetone. L’apparato cinematico è stato smontato e pulito con alcol etilico, rimesso in tensione e lubrificato con Olio spray WD-40® BIKE®.

A restauro terminato sotto la guida del docente restauratore Martina Pavan, l’opera funzionante, è stata di nuovo esposta al museo. Ma nel 2016, l’opera ha di nuovo presentato delle problematiche ed è stata portata nuovamente in Istituto. I problemi riscontrati erano: anomalie e rumori provenienti dall’apparato cinematico e numerose lacune della pellicola pittorica formatesi sul motoriduttore.
A questo punto sono state ricercate cause di altra natura e nuove probabili soluzioni. In questa seconda occasione, l’atto di restauro seguito dalla docente Grazia De Cesare, è stato accompaganato da una attenta analisi, documentandone il movimento con un filmato, integrando la scheda tecnica con le caratteristiche progettuali della trazione a catena, del motoriduttore e degli elementi a rischio, sfruttando al meglio le mie competenze acquisite all’Istituto Professionale con indirizzo Elettrico, combinando così la figura di restauratore a quella di elettrotecnico. Le operazioni svolte, a posteriori si sono rivelate concordi ai pareri espressi dai restauratori successivamente consultati, cioè Rehinard Bek e Luca Lottini, e secondo i moderni enunciati scaturiti dai convegni per la conservazione dell’arte contemporanea e cinetica. Con le opere d’arte cinetica c’è da prendere atto che spesso, non tutte le parti sono conservabili.
Poiché queste sono opere che presentano un alto grado di obsolescenza delle componenti, sia strutturali che estetiche, è necessario capire innanzitutto, quali sono le componenti della strumentazione soggette ad usura meccanica e quali le componenti estetiche soggette a degrado. Così, è stata portata avanti una ricerca approfondita delle caratteristiche tecniche delle parti meccaniche assemblate, per risalire alle cause dei malfunzionamenti, evitando falsificazioni e la ruderizzazione dell’opera. Grande sfida per i conservatori dell’arte cinetica! Questo secondo intervento ci ha permesso di acquisire le informazioni per comprendere meglio l’opera nella sua connotazione estetica, fisica e meccanica.

Problematiche conservative 2016/2017
Il motoriduttore elettrico della ditta Crouzet è in linea con i motori più utilizzati a fine artistico, cioè quelli sincroni monofase; questi possono essere alimentati direttamente dalla rete di distribuzione civile a 230V. Sono motori elettrici semplici, economici, robusti ed affidabili, di peso ed ingombro ridotto, non richiedono particolari esigenze manutentive.
Date le ipotesi su problematiche di origine progettuale, è stato avviato uno scambio di informazioni con la ditta Crouzet costruttrice del motoriduttore, che ci ha recapitato le schede tecniche. Documentazione essenziale ai fini della conservazione, poiché, dall’intervista a Luca Lottini, è emerso che spesso nelle opere cinetiche è necessario valutare se sostituire motori non più efficienti con altri più nuovi dello stesso tipo. Per garantire al pubblico la fruizione dell’opera funzionante anche in futuro, nel caso il motore originale fosse irreparabile, è stata presa in considerazione l’ipotesi della sua sostituzione.
Quindi per Double Grilles, in base alle caratteristiche tecniche dell’originale da noi inviate, la ditta Crouzet ha selezionato un nuovo motoriduttore, più moderno ma che conserva le stesse caratteristiche meccaniche dell’originale.

Resta comunque il fatto che, anche se il motore sostituito sia coevo o nuovo, rimane un elemento estraneo che perturba l’omogeneità dell’opera e un suo adattamento estetico e tecnico sarà sempre necessario. È per questo motivo che è preferibile intervenire sul motore originale stesso riparandolo sostituendo i componenti interni, senza modificare lo statore, cioè la parte esterna visibile. È opinione comune che, per la buona riuscita dell’intervento di restauro, è opportuno che il restauratore abbia una preparazione tecnica sulle nozioni basilari di elettrotecnica e meccanica, o che sia affiancato dalla figura di un tecnico in materia.
Inoltre queste opere, dice Luca Lottini all’intervista, funzionano grazie a circuiti elettrici artigianali, da porre a norma, per questo occorre prestare molta attenzione, soprattutto se l’opera viene esposta in funzione. Successivamente è stato posto in esame il sistema di trasmissione a catena e pignoni. Da tale ricerca è emerso che l’insieme del sistema “parte meccanica e parte operativa” comprende quattro difetti fondamentali:
  • verticalità del sistema 
  • isometria del passo delle due ruote
  • posizione di svantaggio del pignone motore
  • scarso tensionamento della catena
Questi difetti in futuro, potranno far risultare il funzionamento disordinato e alterato, e forse si tradurranno in deformazioni del movimento o dei componenti.
Sono tutti difetti causati dalle differenze dimensionali dei componenti di cui sono costituite le opere, compresa Double Griles, che spesso sono mal adattati tra loro e ciò comporta un affaticamento del motore e del sistema cinematico.
Una manutenzione preventiva come ad esempio un’attenta lubrificazione delle parti mobili o l’accensione stabilita solo al passaggio del visitatore può essere fondamentale, ma nel tempo la messa in moto o lo stazionamento porterà inesorabilmente alla rottura delle parti.
A tal proposito, il critico Matthieu Poirier, esorta alla funzionalità dell’opera più che all’originalità di ogni singolo elemento: «…l’importante non è la natura fisica degli elementi tecnici ma la loro capacità di mettere in movimento l’insieme unitario dell’opera […], scongiurando la «meccanolatria» dell’originale…».
Secondo la testimonianza riportata da R. Bek, occorre trovare la giusta mediazione per conservare sia l’originalità che la funzionalità dell’opera: «…raramente c’è una soluzione ideale in cui possiamo conservare insieme materiale originale e funzionalità dell’opera, è dunque necessario trovare la giusta mediazione…». Di fronte a dubbi come questi possiamo far riferimento alla soluzione pratica adottata dall’artista Elio Marchegiani. Luca Lottini spiega che Marchegiani, quando si tratta di manufatti che utilizzano tecnologie, fragili o deperibili, ritiene opportuno sostituirle per non interrompere il movimento: «L’artista cinetico Elio Marchegiani, per le sue opere contenenti materiale tecnologico, ritiene necessario sostituire le parti per non pregiudicarne il funzionamento».
Per risalire al motivo delle lacune concentrate sullo statore del motore, lo studio dell’opera è stato approfondito con il rilevamento termico condotto sulla superficie del motoriduttore elaborandone un grafico. La temperatura è stata rilevata in un periodo di tempo di 30 minuti di corsa dell’opera, dunque si è rilevato che la temperatura del motoriduttore subisce un aumento, da 23,4° C a 39,7° C subendo un’escursione termica di 15,3° C. Successivamente è stata condotta la mappatura termica puntuale del motore per valutare i punti di maggior dilatazione del metallo.
La disomogeneità termica rilevata sulla superficie metallica del motoriduttore, provoca continue escursioni termiche al film pittorico, questo darà luogo al costante verificarsi delle lacune inevitabilmente. Si tratta di un fatto fisico al quale non si può porre rimedio se non in minima parte, attraverso accorgimenti ponderati e ben studiati per l’opera, come il tempo della messa in movimento. Nello stesso arco di tempo è stato rilevato che i rumori interni del motore diminuiscono intanto che aumenta la temperatura, questo è del tutto normale, ed è provocato dal “gioco” delle parti interne che diminuisce con la dilatazione dei componenti e con l’aumento della viscosità dei fluidi lubrificanti.
Fasce di distribuzione in gomma, rivetti, bulloni, catene e sezioni snodate sono punti di fulcro sensibili dove vengono a crearsi attriti che generano calore ed abrasione.
Esse svolgono un ruolo fondamentale nella complessità dei movimenti di un’opera cinetica, hanno la funzione di trasmissione del movimento: dalla “macchina motrice” alla “macchina operatrice”. Sono questi gli elementi che se deteriorati, potranno portare ad un moto scombinato, quindi “innaturale” per l’opera. Per evitare di imporre all’opera limiti espositivi, è necessaria una situazione museale dove ci sia un piano di conservazione programmato.

Conclusioni
Il patrimonio dell’arte cinetica richiede un’attenzione maggiore e una costante manutenzione del monitoraggio dell’opera e del suo meccanismo. Malgrado le poche esperienze esistenti in questo campo, è necessario che le collezioni e, in questo caso specifico, il Museo Buonaccorsi di Macerata, attuino le direttive conservative per l’arte cinetica e in ogni caso, intraprendano una collaborazione tra diversi specialisti.

*Tesi di diploma accademico equiparato a Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (DASLQ01) conseguita presso Accademia di Belle Arti di Macerata a.a. 2017/2018. Realatrice: dott.ssa Grazia De Cesare.

Bibliografia essenziale ragionata

BEK Rehinard, Conserving the Kinetic: Mechanical Sculptures by Jean Tinguely, in: Museum Tinguely, Basel: The Collection. Berlino, Heidelberg 2012;

CIARROCCHI M. D., Relatrice prof. ssa DE CESARE Grazia, Tesi: Il caso studio di restauro dell’opera Double Grilles, scultura dinamica di François Morellet, Criteri etici e pratici per la conservazione dell’Arte Cinetica, Accademia di Belle Arti di Macerata, Istituto di Restauro delle Marche, 2018; 

GRANZOTTO Giovanni, Arte Programmata e Cinetica:origini, successo, declino e rinascita, in AAVV, Percezione e Illusione, arte programmata e cinetica italiana, Mostra, Buenos Aires 2013, Roma, ed. Il Cigno GG, 2012;

LOTTINI Luca, Tra riflessione e tecnica: un’esperienza di restauro dell’arte cinetica di Elio Marchegiani, in M. Margozzi, M. Micheli (a cura di) Elio Marchegiani, Creazione artistica e restauro dell’arte contemporanea, Centro d’Arte Contemporanea (CEDAC) Facoltà di Lettere e Filosofia – Università degli Studi di Roma Tre, Roma 2009. MENNA Filiberto, Arte Cinetica e Visuale, l’Arte Moderna, Fabbri Editori 1999;

POIRIER M., “La documentation sur les oeuvres d’art cinétiques”, Conservation et restauration du patrimoine culturel, n. 19, Champs-sur-Marne, decembre 2007; 

POLI, BERNARDELLI, Arte contemporanea - dall’Informale alle ricerche attuali, Mondadori, Milano 2007;

Sitografia

www.francois-morellet.com
www.crouzet.com
www.sitspa.it
www.wd40company.com