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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>Negri Anita - Vergine col bambino proveniente da Palazzo Madama: studio e intervento per la conservazione della policromia e il recupero della leggibilità dell'opera*
Il presente caso di studio ha come oggetto una scultura lapidea policroma rappresentante la Vergine col Bambino, conservata presso i depositi del Museo Civico d'Arte Antica di Palazzo Madama, a Torino.

L'opera è stata acquistata dall'Ente nel 1968 da un collezionista privato, Filippo Giordano delle Lanze. Come spesso accade, la proprietà antiquariale ha comportato la perdita delle informazioni sulla provenienza e sulla storia conservativa dell'opera. Tuttavia, attraverso l'osservazione del manufatto, le analisi diagnostiche sui materiali e la ricerca storico-artistica, è stato possibile formulare alcune ipotesi.

La scultura è costituita da tre parti non pertinenti le une alle altre. La realizzazione dei corpi è ascrivibile dal punto di vista stilistico all'ambito gotico francese del XIV sec.; sono costituiti da un litotipo calcareo, fossilifero e a grana fine, di cui non è stato possibile definire la provenienza. Il capo della Madonna è costituito anch'esso da un litotipo di natura carbonatica, dalla grana più minuta e una porosità marcata; risulta stilisticamente affine ad alcuni esemplari francesi di inizio XV sec. Infine, il capo del Bambino è formato da un calco in gesso realizzato probabilmente tra la prima metà del XIX e la prima metà del XX sec., appositamente per sopperire alla mancanza della scultura trecentesca. L'opera ha subito diversi interventi, che si è scelto di mantenere nel rispetto della storia conservativa dell'opera e per non comprometterne la leggibilità.

Risultavano problematiche dal punto di vista conservativo l'imperniaggio delle due teste, che si presentavano instabili, e gli strati pittorici (molti dei quali consistenti in ridipinture), in un critico stato di decoesione e di deadesione. Il differente stato di fatto della policromia sul corpo della Madonna, sul suo capo e sulla tunica del Bambino ha altresì comportato un diverso approccio al consolidamento.
A seguito di uno studio sulla policromia e sui fattori e i processi di degrado, sono stati testati su provini consolidanti inorganici e organici, naturali e sintetici, selezionati sulla base della dimensione delle particelle e della viscosità. Dei prodotti sono stati valutati il potere adesivo, le eventuali modificazioni delle cromie e della permeabilità del substrato lapideo e l'invecchiamento. Il consolidante doveva essere inoltre compatibile col sistema di pulitura selezionato a seguito di prove di rimozione dei depositi coerenti. È stata infine scelta una microemulsione acrilica, applicata simultaneamente alla pulitura della policromia e delle aree circostanti, azione che ha permesso di rimuovere i residui superficiali del prodotto e i depositi parzialmente solubilizzati.

Per la pulitura delle superfici del manufatto sono stati testati sistemi fisici, fisico-chimici e meccanici, selezionando approcci diversi in considerazione della diversità della natura e dello stato di conservazione dei materiali costitutivi. In seguito, si è proceduto alla stabilizzazione del capo del Bambino e di una stuccatura sul volto della Vergine, dopo aver testato prodotti adesivi dei quali sono state valutate la compatibilità, la resistenza al taglio e la reversibilità. La stabilizzazione del capo della Madonna ha implicato la necessità di valutare il mantenimento o la parziale rimozione di alcuni interventi precedenti, elaborando un sistema che fosse facilmente removibile. Infine, si è proceduto con la presentazione estetica.

L'osservazione dell'opera, l'analisi dei materiali costitutivi e la ricerca storico-artistica hanno permesso di comprendere meglio le tecniche esecutive e la storia conservativa dell'opera, oltre a essere funzionali all'intervento, volto a preservare l'opera - in particolare la policromia - da un ulteriore degrado e a recuperarne la leggibilità. È infine da sottolineare come la conoscenza del luogo di conservazione abbia indirizzato gran parte delle scelte d’intervento.

*Tesi di Laurea Magistrale a ciclo unico quinquennale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (LMR-02) conseguita presso l'Università degli studi di Torino in convenzione con Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali "La Venaria Reale", a.a. 2018/2019. Relatori: Stefania Di Marcello, Silvia Piretta, Marco Nervo, Daniele Castelli.

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