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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>Spoladore Alessia: La Stele S.06145 proveniente dal villaggio di Deir el-Medina e conservata presso il Museo Egizio di Torino: problematiche di movimentazione, lettura e restauro*
Il presente elaborato di tesi magistrale tratta lo studio interdisciplinare e il progetto di restauro condotto su una stele lapidea proveniente dal Museo Egizio di Torino.
La stele S.06145 oggetto di studio proviene dal santuario rupestre di Meretseger e Ptah, situato a Deir el-Medina, il villaggio che durante il Nuovo Regno fu destinato ad ospitare i costruttori delle tombe reali della Valle dei Re e della Valle delle Regine. L’opera nasce come parte centinata di un più ampio rilievo decorativo rupestre, successivamente staccata dalla parete originaria, e identificata come stele per analogia di forma e contenuto con questa tipologia di manufatti.

Nella parte bassa è raffigurato il farone Sethi II, al centro, mentre riceve il simbolo della festa HebSed da parte del dio Amon; dietro di lui si trovano la dea Muth e Khonsu. Nella parte alta, invece, sono presenti dei geroglifici che descrivono la scena sottostante. I tracciati di entrambi i registri sono stati realizzati con ocra rossa stemperata in un legante organico. La comprensione del testo scritto, ad oggi non del tutto visibile, è stata resa possibile grazie alla collaborazione con il CNR di Pisa che, attraverso l’Imaging multispettrale con elaborazione statistica dei dati d’immagine, ne ha consentito la lettura. L’opera, inoltre, data la presenza di una fessurazione che percorre tutta la superficie, è stata indagata mediante le tecniche Georadar e Tomografia ad ultrasuoni, per accertarne l’estensione e l’orientazione.

L’intervento di restauro è stato indirizzato, quindi, alla ricerca delle migliori soluzioni per garantire l’integrità e la conservazione del manufatto ed una maggiore fruibilità dell’opera attraverso il recupero virtuale alla lettura di alcune parti della raffigurazione e del testo geroglifico. Tutte le procedure esecutive sono state svolte direttamente sull’opera solo a seguito di una fase preliminare di test realizzati per la ricerca dei materiali e dei metodi di intervento più idonei. Tutto l’intervento è stato monitorato macroscopicamente e microscopicamente, e coadiuvato, laddove necessario, da ulteriori approfondimenti analitici.

Infine, per le eventuali future movimentazioni ed esposizioni museali, viene proposto lo studio di un apposito sistema di sostegno dell’opera.

*Tesi di Laurea Magistrale a ciclo unico quinquennale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (LMR-02) conseguita presso l’Università degli studi di Torino in convenzione con Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale”, a.a 2018/2019. Relatori: Francesco Brigadeci, Daniele Castelli, Paolo Gallo, Tiziana Cavaleri.


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