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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>C
Il lavoro svolto all’interno delle tabernae delle Domus Tiberiana sulla Via Nova al Palatino, su superfici che potevano apparire senza valore, degradate e manomesse ha proprio l’obiettivo di sensibilizzare l’attenzione verso le murature antiche e sottolineare l’importanza della figura di un conservatore-restauratore che sia in grado di intervenire su tali manufatti. Questi opererà collaborando e non sostituendo le altre figure professionali, quali archeologi, architetti ed esperti scientifici, apportando così il proprio contributo alla stesura ed esecuzione di un progetto corale più ampio.
Il dipinto raffigura la Madonna del Latte tra i Santi Onofrio e Nicola Vescovo, proviene dalla Chiesa dell’Annunziata di Termini Imerese, attualmente si trova nel Duomo della stessa città, ovvero la Chiesa di San Nicola di Bari. Il manufatto è firmato <<F. Quaraisima>> e viene riportata anche la scritta che rimanda ai committenti: <<Macinatorum et Molitorum opus>> e la data 1630.
Il restauratore comasco Torildo Conconi, tra il 1964 e il 1967, fu incaricato dal parroco don Antonio Clerici di salvare dal sicuro definitivo degrado gli affreschi dell’antica chiesa di Sant’Orsola. L'aula dell'antica chiesa, abbandonata nel Seicento per la costruzione di un nuovo e più maestoso edificio, era ormai utilizzata come magazzino e le pitture murali versavano in uno stato di totale abbandono.
La metodologia dell’intervento di restauro

La tesi tratta l’intervento di restauro effettuato su di una cornice del XVI secolo conservata presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. L’opera costituisce un raro e prezioso esempio di cornice lignea interamente intagliata, dorata e dipinta. Particolarità della cornice è la presenza di eleganti formelle dipinte ad olio lungo la fascia piatta e di vere e proprie sculture lignee realizzate a tutto tondo e applicate lungo il perimetro dell’opera.
Oggetto di tesi è la statua proveniente dal Duomo di Milano “Adamo con il piccolo Abele”, realizzata in marmo di Candoglia.
Il gruppo scultoreo è stato esposto sulla Cattedrale prima di essere esposto nel 1953 nel Museo dell'Opera del Duomo. Nel 2011 quest'opera ha fatto parte della mostra per la celebrazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia ed è andata poi in restauro nei laboratori del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, prima di tornare a far parte dell'allestimento del nuovo Museo del Duomo (Novembre 2013).
L’elaborato comprende una ricerca a tutto tondo, storico-artistica, scientifica e tecnica, sull’opera in gesso con colorazione artificiale color bronzo conservata al Museo di San Martino di Napoli,
La tesi in oggetto descrive l'iter che ha portato al recupero di un mosaico pavimentale di epoca romana, ritrovato allo stato frammentario in una domus scoperta nel 2006 in corso Divisione Acqui ad Acqui Terme (AL). Il reperto, di grande valore in quanto unico esempio policromo finora attestato ad Aquae Statiellae, decorava un ambiente, in origine riscaldato ad ipocausto, riferibile alla seconda fase costruttiva dell'abitazione (III secolo d.C.).
Tra la fine del 2009 e il 2011, durante una campagna di scavo a Sant’Ambrogio di Valpolicella (Verona), è emerso un abitato romano con apparati musivi (due stanze nominate vano A e vano B) di epoca tardoantica (III-IV secolo d.C.). Il mosaico oggetto di questo studio (vano A sezione 2) è stato distaccato nel 2013 a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, precisamente dal Nucleo Operativo di Verona. È stato successivamente trasferito nell’Accademia di Belle Arti nell’ottobre del 2015.

La tesi si occupa dello studio e del restauro di un Rilievo geologico di epoca ottocentesca, rappresentante la Provincia di Napoli e dintorni, realizzato per la casa editrice Paravia da Domenico Locchi, cartografo e plasticista. Il manufatto, appartenente alle collezioni dell’Università degli Studi di Torino conservate nel Museo Regionale di Scienze Naturali, è di proprietà del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università. Il valore di questo oggetto, come strumento di immagine e diffusione della cultura geologica, non risiede solo nella profonda capacità tecnica coniugata alla attenzione scientifica con cui fu realizzato, ma anche in quanto testimonianza della volontà unificatrice e modernizzatrice della comunità scientifica nel periodo dell’Unità d’Italia.
L’elaborato di tesi descrive l’intervento di restauro del dipinto cinquecentesco realizzato su tavola raffigurante l’Adorazione dei Pastori con Santo vescovo, di autore ignoto, oggi conservato presso i depositi della Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis di Palermo.
 
L’apparato decorativo della Sala Bianca di Palazzo Brancaccio, comprendente dipinti murali a tempera e stucchi gessosi, nel 2016 a seguito di un incendio ha subito oltre a danni estetici, la profonda alterazione e il degrado chimico-fisico dei materiali costitutivi.
L’elaborato di tesi descrive l'iter che ha permesso di eseguire il restauro pilota di 6 frammenti in gesso appartenenti a un imponente fregio neoclassico rinvenuto in frammenti di varie dimensioni nell’estate del 2012 in un locale della Margaria nel parco del castello di Racconigi (CN). La tesi di laurea magistrale è stata l’occasione per avviare uno studio interdisciplinare dell’opera nel suo insieme e per mettere a punto le metodologie di intervento idonee per il restauro, la conservazione e l’esposizione dei frammenti oggetto di tesi, fornendo al contempo le linee guida per giungere al recupero dell’intero fregio.
Il lavoro di tesi e la documentazione prodotta hanno avuto come obiettivo principale quello di conoscere a fondo le caratteristiche delle opere della collezione contemporanea del Museo Civico di Castelbuono e di creare un archivio digitale nella sede espositiva per una programmazione della loro conservazione sia come opere della memoria che nella loro fisicità.