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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>D


L’oggetto di studio della tesi è costituito da due frammenti lapidei con tracce di policromia conservati nei depositi della ex chiesa di San Giovanni di Asti (ora sede del Museo Diocesano). Il primo elemento raffigura un busto acefalo, con veste classica e braccia piegate sul davanti nell’atto di reggere un attributo ormai totalmente indecifrabile; il secondo elemento rappresenta la porzione inferiore di una statua in cui si possono ancora individuare tracce di policromia, soprattutto rossa, nella parte bassa. Mentre di questo frammento è possibile conoscere la provenienza (2004, scavo della chiesa di San Giovanni) e la storia conservativa, del busto non abbiamo alcun tipo di documentazione.

Il restauro della tavola dipinta ad olio, raffigurante un ritratto di donna, della metà del XVI secolo e conservato presso la Galleria Interdisciplinare Regionale della Sicilia - Palazzo Mirto, è stato articolato in diverse fasi, consistenti, innanzitutto, nello studio preliminare del manufatto per passare poi al vero e proprio intervento di restauro. A tal fine, è stata condotta un’analisi di carattere storico-artistico basata su una ricerca bibliografica generale, poi integrata dalla consultazione di fonti bibliografiche all’interno delle ex-carceri della Galleria Interdisciplinare Regionale della Sicilia - Palazzo Mirto di Palermo, relative alla famiglia Lanza-Filangeri.
Due opere grafiche di Diana Scultori sono state oggetto di un intervento di restauro che ha permesso di integrare le innovative metodologie di pulitura di opere d’arte su carta con un approccio scientifico-diagnostico altamente specializzato e creato ad hoc per le esigenze conservative dei manufatti cartacei.