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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>F
Il restauro di manufatti di oreficeria presenta problematiche specifiche legate alla storia conservativa degli oggetti e al loro degrado, all’aspetto funzionale che spesso caratterizza questa classe di manufatti, e alla poca attenzione che, fino ad anni recenti, la storia del restauro e la teoria della conservazione hanno dedicato a questo settore, determinando l’assenza di precise indicazioni di metodo negli interventi effettuati.
Il lavoro di tesi è incentrato sullo studio codicologico e l’intervento di restauro del manoscritto persiano INV.1093 conservato presso il Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci” di Roma.
Sono partito ricostruendo la storia del Museo e delle collezioni, in particolare quella di codici e manoscritti che, sono presenti in numero limitato ma che costituiscono un nucleo molto importante tra i materiali che l’istituzione conserva.
Importante è stato l’inquadramento storico a livello sia geografico sia culturale nel quale l’autore del testo (Bedil) è vissuto e ha lavorato.
The analysis and the conservation of an Armenian illuminated manuscript (Maštoc‘) from the XIVth century is presented. The codex was discovered in 2014 in the Museum of Cappuccini in Reggio Emilia and is now property of the Library of the same Order in Bologna. The results of the codicological and scientific analysis allowed us to confirm the provenience from the Armenian Kingdom of Cilicia: the manuscript has a typical Armenian leather binding, blind-tooled with residues of the fore-edge flap and of the fastening (of the leather strips and wooden pegs type). The technique of the sewing of Armenian raised headbands “S” variant, five needles-sewing is reconstructed. A new Armenian sewing structure is observed and is here illustrated for the first time: a herringbone stitch with supported kettle-stitches.
L’intervento di restauro oggetto di questa tesi è relativo alla scultura lignea raffigurante una Madonna in trono con Bambino, proveniente dalla chiesa di San Pietro Apostolo a Gambellara(VI). Essa era caratterizzata da una serie di elementi anomali relativi alla tecnica esecutiva, a cominciare dall’intaglio raffinato dei capelli e del viso che non trovava un corrispettivo in quello del corpo e del trono, più lineare e grossolano.
Il Trentino, per la sua posizione geografica è, nel periodo medioevale, un crocevia di culture diverse: le tendenze artistiche, a sud e a nord, risentono rispettivamente della maggior vicinanza alle regioni italiane da una parte e al mondo germanico dall’altra e danno ognuna una particolare impronta ai luoghi di culto disseminati nelle valli e quasi confluiscono nella città di Trento dove spesso la prevalenza delle varie scuole di artisti, di area nordica o lombardo-veneta, viene determinata dai “principi vescovi”.
Il lavoro di tesi svolto sul Crocifisso ligneo nella Sacrestia dei Mansionari nel Duomo di Como (h77cm, l 73 cm, p13 cm) si propone di raccontare in maniera approfondita l'intervento di restauro condotto sull’opera, ripercorrendo passo dopo passo tutte le fasi e le motivazioni che hanno portato alle scelte determinanti per l’intervento stesso.