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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>G>Garofalo Valerio - Il restauro dell'Ultima Cena di Giulio Cesare Procaccini: progetto d'intervento e studio per la foderatura a freddo di un dipinto di grande formato*
In occasione del Tirocinio finale, che conclude il corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’Università di Torino, mi sono occupato della grande tela raffigurante l’Ultima Cena dipinta da Giulio Cesare Procaccini nel 1618, approfondendo le problematiche connesse al restauro strutturale dei dipinti su tela di grande formato. L’opera, che misura 490 centimetri di altezza e 860 centimetri di lunghezza, è stata rimossa d’urgenza dalla controfacciata della chiesa della Santissima Annunziata del Vastato (Genova), nel dicembre 2013, in quanto presentava, in corrispondenza dello spigolo in alto a destra, una porzione piuttosto ampia di tela originale distaccata dal supporto ausiliario. Dopo il primo intervento di soccorso, il dipinto è stato affidato al di Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, dove è giunto il 30 settembre 2014.

La prima fase di studio, indispensabile per la stesura di un adeguato progetto d’intervento, si è articolata in una ricerca storico-artistica e tecnico-scientifica volta ad individuare materiali e tecniche di realizzazione dell’opera, analizzare lo stato di conservazione ed individuare i problemi di carattere conservativo. Questa fase di ricerca ha permesso di ricostruirne le vicende storiche e di attribuire ai metodi e ai materiali utilizzati in un restauro eseguito tra il 1990 e il 1991, le principali cause di degrado.
Il progetto d’intervento redatto ha avuto come principale obiettivo quello di porre rimedio al cattivo stato di conservazione dell’opera e migliorare la leggibilità del dipinto.

Per quanto riguarda il restauro, data la complessità del caso e l’ampiezza della superficie, durante il tirocinio sono state portate a termine le fasi d’intervento inerenti la pulitura della pellicola pittorica. Dal punto di vista progettuale, si forniscono invece le indicazioni relative alle scelte di metodo e ai materiali che, sulla base dei risultati dei test effettuati e degli esiti ottenuti in un’area circoscritta del dipinto, si ritengono più idonei a completare l’intervento.
In particolare la mia ricerca ha analizzato sotto il profilo dell’efficacia, della rimovibilità e della sostenibilità, rispetto alla materia dell’opera d’arte e nei confronti della salute degli operatori, una tecnica di foderatura a freddo sviluppata per dipinti di grandi dimensioni.
Il sistema esaminato permette, grazie alla possibilità di riattivare, con vapori di solvente, l’adesivo acrilico Plextol B500 all’interno del sacco a bassa pressione, di semplificare le operazioni e di rendere gli elementi, necessari alla buona riuscita dell’intervento, più gestibili e controllabili.
La sperimentazione è stata eseguita presso i laboratori del CCR La Venaria Reale e, per quanto riguarda l’esecuzione dei test analitici, è stato possibile avvalersi della preziosa collaborazione del Laboratorio Alta Qualità del Dipartimento di Meccanica Aeronautica e Spaziale del Politecnico di Torino.
A questo scopo sono stati realizzati alcuni provini simulanti il dipinto e foderati utilizzando diverse concentrazioni di adesivo e solvente, funzionali sia ad analizzare la forza adesiva conseguita, mediante test di trazione che simulano le operazioni di sfoderatura a secco (test di peeling), sia a verificare la presenza di eventuali residui di adesivo. I risultati dei test e le osservazioni tratte potranno essere sfruttati per eseguire l’intervento sul dipinto di Giulio Cesare Procaccini con un maggiore livello di consapevolezza, moderando i possibili effetti negativi e salvaguardando la salute degli operatori.


* Tesi di Laurea Magistrale a ciclo unico quinquennale in Conservazione e Restauro dei Beni Cultural (LMR-02) conseguita presso l'Università degli studi di Torino in convenzione con Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali "La Venaria Reale", a.a. 2014/2015. Relatori: Antonio Iaccarino Idelson, Alessandra Romero; correlatori: Alessandro Morandotti, Cesare Pagliero, Tiziana Cavaleri, Massimiliano Mattone.


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Link


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