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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>L>Lapolla Marika - Comunicare la cultura del restauro. L’importanza del restauro e della conservazione del patrimonio culturale*
Il patrimonio culturale rappresenta l’identità culturale collettiva della nostra società, il nostro passato, presente e futuro; è considerato come un fattore di sviluppo sociale e come un bene strategico da “mettere a valore” per incrementare l’economia nazionale; è universalmente riconosciuto ma non sempre la sua tutela viene vista come una priorità.
Secondo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo il patrimonio culturale deve essere inteso come un bene comune e la sua conoscenza e il suo “uso” deve rientrare nel diritto di partecipazione alla vita culturale dei cittadini, in quanto fonte utile allo sviluppo umano, alla valorizzazione delle diversità culturali e alla promozione del dialogo interculturale, oltre che a un modello di sviluppo economico fondato sui principi di utilizzo sostenibile delle risorse. Tali valori e benefici non vengono sempre percepiti appieno, traducendosi in disinteresse da parte dei cittadini ai temi di tutela dei beni culturali, che alimenta l’aggravarsi del degrado del patrimonio.

Obiettivo principale della tesi è quello di mostrare come la diffusione di una cultura della conservazione e del restauro nella nostra società possa migliorare l’aspetto conservativo, la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio artistico-culturale. Inoltre, attraverso tale la divulgazione, si può evidenziare l’importanza che questi due interventi (conservazione e restauro) hanno nel preservare il bene artistico, e utilizzare un nuovo approccio al significato del restauro come un potente strumento per il coinvolgimento del visitatore, ai fini di attuare una strategia attiva di tutela.
Uno dei luoghi in cui questa cultura può e deve essere divulgata è proprio il museo, concorde con la definizione di museo data dall’ICOM (International Council of Museums): “Il Museo è un’istituzione permanente senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali e immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le comunica e specificamente le espone per scopi di studio, istruzione e diletto.

Tra i tanti modi che il museo ha per comunicare l’importanza della conservazione e del restauro, il più efficace è quello di far avvicinare il pubblico a questo universo (per molti ancora sconosciuto), permettendo al visitatore, in caso di un restauro all’interno del museo stesso, di assistere alle varie fasi di lavoro.

In Italia molti musei, soprattutto negli ultimi tempi, hanno deciso di dedicare uno spazio a queste due tematiche, in maniera tale da far conoscere e spiegare al pubblico l’importanza che i due interventi hanno nella salvaguardia del patrimonio culturale.

Alcuni musei, come i Musei Capitolini, la Pinacoteca di Brera e le Scuderie del Quirinale, nell’attuare questo intento, hanno preferito dare la possibilità al visitatore di visitare i cantieri di restauro e osservare gli interventi in diretta, trasformando così l’occasione del restauro in un evento straordinario e creando intorno a questo manifestazioni culturali ed educative che potessero interessare e coinvolgere varie fasce di età, dal più grande al più piccolo.

Altri musei, come i Musei Vaticani, hanno invece affrontato l’argomento della comunicazione del restauro attraverso una serie di conferenze dedicate al tema.
Altri ancora, come i Musei milanesi e il Museo della città d’Arte di Ravenna, hanno optato per una serie di mostre di opere restaurate, in cui, oltre alla storia delle opere, venivano presi in considerazione tutti gli interventi di restauro subiti nel corso del tempo e le importanti scoperte avvenute proprio grazie a questi ultimi.

Oltre alle proposte dei musei italiani nella tesi sono state analizzate altre iniziative che hanno avuto come argomento principale sia quello del restauro “aperto al pubblico”, dando in questo modo la possibilità di poter assistere in maniere ravvicinata il lavoro del restauratore, sia quello del “restauro a scuola”, con lo scopo di portare la conoscenza del restauro all’interno delle scuole e insegnare ai più piccoli l’amore per il patrimonio e la cura necessaria per la sua conservazione. Tra queste iniziative vi sono il progetto “cantiere aperto” intitolato “Monte ‘e Prama Prenda ‘e Zenia”, nato nel 2007 dal Centro di Conservazione Archeologica di Roma, che prevedeva la documentazione, la conservazione, il restauro e la musealizzazione delle sculture ritrovate nel 1974 a Monte Prama, in provincia di Oristano, Sardegna; e il “Restauro va a scuola”, progetto, elaborato nel 2016 dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR) di Roma, ha coinvolto gli alunni della scuola romana di piazza Damiano Sauli, alla Garbatella e si divide in due incontri, durante i quali le restauratrici dell’ Iscr, Silvia Checchi e Federica Di Cosimo, ideatrici del progetto pilota, hanno raccontato ai bambini della IV elementare e alle loro famiglie i segreti della conservazione e del restauro, dalla teoria alla pratica.

In seguito all’analisi compiuta sulle diverse proposte di divulgazione della cultura del restauro e della conservazione, si è arrivati alla conclusione che tale divulgazione è sicuramente uno strumento fondamentale e utile a rendere consapevole i cittadini dell’importanza e il valore che beni culturali hanno per la nostra società, ed è un ottimo incentivo per promuoverne la tutela, coinvolgendo i cittadini stessi. Tale coinvolgimento deve esserci anche da parte delle scuole, con lo scopo di educare le future generazioni a prendersi cura del nostro bellissimo patrimonio culturale.


* Tesi di Diploma Accademico di Secondo livello di durata quinquennale in Restauro abilitante alla professione (DASLQ01) conseguito presso I.R.M.- Accademia di Belle Arti di Macerata, a.a. 2015/2016. Relatrice: Luciana Cataldo, docente di Museologia presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata


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