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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>P
L’intervento di restauro oggetto della mia tesi ha interessato la transenna romana realizzata in pietra calcarea organogena appartenente al monumento di Obulacco (metà del I secolo a.C.), oggi posto all’interno del Parco delle Rimembranze a Sarsina (FC).
Durante il restauro del monumento di Obulacco avvenuto nell’anno 2014, dato il precario stato di conservazione della transenna, la Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna ne ha deciso lo smontaggio dalla sede originaria, per procedere ad un intervento conservativo finalizzato alla valorizzazione in sede museale (Museo Archeologico Nazionale di Sarsina).

Il presente elaborato di Tesi Magistrale tratta lo studio e la progettazione di un intervento di restauro per il recupero di una scultura in marmo dipinta e dorata, appartenente alle collezioni del Museo Civico d’Arte Antica di Torino (0459/PM). 

L’elaborato di tesi si propone di illustrare lo studio e l’intervento di restauro condotto, su unframmento di dipinto murale e cornice in stucco staccato e inserito in un sistema di supportopolimaterico.

L’elaborato di tesi ha come oggetto lo studio e l’intervento di assemblaggio di una statua raffigurante la dea Venere con delfino, in una variante assimilabile al tipo Medici. L’opera fa attualmente parte delle collezioni storiche del Museo di Antichità di Torino ed è composta da quattro parti non coeve: un busto di epoca romana acefalo, mancante di entrambe le gambe e parte delle braccia; e tre pezzi di integrazione di epoca rinascimentale, risalenti ad un intervento di completamento del busto. Questi comprendono la testa, il braccio destro mancante di tutte le dita e il basamento, sul quale poggia la gamba sinistra intera fino al ginocchio, adesa a un tronco d’albero e a un delfino, e un lacerto del piede destro. 
Opere: Scudi 611 ’87 e 5514 ‘87
Datazione: inizio XX sec.
Provenienza: Etiopia
Proprietario: Museo Nazionale Preistorico
ed Etnografico “Luigi Pigorini”


Gli oggetti polimaterici, soprattutto se provenienti da collezioni etnografiche, possono costituire un sistema particolarmente complesso in cui l’etica della conservazione e le problematiche conservative impongono specifiche soluzioni. Gli scudi Amhara 611 ’87 e 5514 ’87 sono costituiti da materiali eterogenei (diversi tipi di cuoio, metallo, filati, carta) e hanno rappresentato un’opportunità per studiare nuove metodologie d’intervento che assicurino la conservazione e la trasmissione del patrimonio culturale della popolazione che li ha prodotti.