Su questo sito si utilizzano cookies tecnici e di terze parti. Proseguendo la navigazioni accetti.

GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>P>Pirola Rossana - Restauro di un manufatto dipinto su supporto tessile raffigurante “Sant'Antonio di Padova col bambino e l'angelo” collocato nell'abbazia dell'Acquafredda di Lenno, Como*
L’opera sulla quale è stato eseguito l’intervento di restauro, non ancora concluso, risale alla fine del XVII secolo e ritrae S.Antonio di Padova con Bambino e angelo. 
Era collocato all’interno dell’Abbazia dell’Acquafredda di Lenno (CO), in un corridoio al primo piano del convento. Le condizioni termoigrometriche dell’ambiente non erano affatto idonee alla buona conservazione del dipinto. Fortunatamente, una volta concluso il restauro, l’opera sarà esposta all’interno del Museo dei Beni Culturali Cappuccini, a Milano.
Le dimensioni del dipinto senza cornice sono cm 139x197, con la cornice cm 159x218.



_ TECNICA ESECUTIVA



La tecnica esecutiva corrisponde alle tecniche artistiche in uso dagli artisti del XVII secolo.

Il supporto tessile, composto da lino e canapa, con prevalenza di quest’ultima, possiede un filato con diametro spesso ed un’armatura a tela molto larga (6 fili di trama/ 6 fili di ordito). Si riconosce la trama, in senso orizzontale, perché lungo i due lati laterali sono visibili le cimose. Lo strato preparatorio è una mestica di colore bruno, composta prevalentemente da terra di Siena e carbonato di calcio in legante oleoso. Applicata in tre stesure, forma uno strato spesso visibile anche dal retro negli interstizi tra i fili di trama e quelli di ordito. Anche la pellicola pittorica è in legante oleoso. Non sono visibili strati protettivi originali, ma è presente uno strato di vernice di natura resinosa, steso probabilmente in interventi successivi, disomogeneo e concentrato in spessore maggiore in alcuni punti. La tela dipinta era ancorata con chiodi antichi, probabilmente gli originali, al suo telaio di legno d’abete composto da quattro regoli uniti tra loro con incastri angolari a forcella ridotta fissi, rinforzati con chiodi ribattuti. Il dipinto era ancorato, sempre con chiodi antichi, all’interno di una cornice assemblata. La parte di sostegno retrostante è in legno di abete, mentre i listelli frontali sono in noce, modanati, decorati e dorati.



_ STATO DI CONSERVAZIONE



Il dipinto si trovava in uno stato di conservazione non ottimale. Il degrado è stato causato principalmente dall’incuria e dall’ambiente non idoneo, ma anche dall’originale tecnica esecutiva. A causa della larghezza dell’armatura della tela gli strati, preparatorio e pittorico, non hanno un supporto continuo ed omogeneo sul quale aderire; con i normali movimenti di trama e ordito alle variazioni di umidità ambientale, il colore ha iniziato a fendersi in corrispondenza dei fili, formando un cretto di taglio quadrangolare. I frammenti, singoli o a gruppi, col passare del tempo si sono distaccati lasciando spazi vuoti corrispondenti agli interstizi dell’armatura. Oltre alle lacune di pellicola pittorica ed i problemi di deadesione dal supporto tessile, il dipinto presentava numerosi strappi e lacerazioni, ma nessuna deformazione particolare.

La superficie dipinta aveva subìto un’alterazione cromatica, data da opacizzazione/sbiancamento degli strati superficiali. Nella zona superiore c’è stato un attacco concentrato di umidità che ha causato un maggiore sbiancamento. L’ancoraggio della tela al telaio era stabile, ma non del tutto sicuro perché in alcuni punti il vincolo era spinto al limite del perimetro della tela, talvolta talmente tanto da distaccarsene. Le condizioni del telaio erano buone, tranne il listello inferiore particolarmente attaccato da insetti xilofagi. Sia il fronte che il retro erano interessati da accumulo di deposito polverulento più o meno coerente e da precedenti interventi di restauro.



_ INTERVENTO DI RESTAURO



L’obiettivo iniziale era quello di mantenere l’ancoraggio originale e procedere con consolidamenti localizzati; le condizioni conservative della pellicola pittorica, in seguito alle indagini diagnostiche e a prove preliminari, ci hanno portato ad effettuare lo smontaggio per poter assicurare una più stabile ed omogenea adesione del colore al supporto tessile. Prima di svincolare il dipinto è stata eseguita la pulitura del recto divisa in due fasi, con tempone acquoso e poi con isopropanolo e quella del verso, previa protezione della pellicola pittorica con velinatura. Dopo lo smontaggio si è proceduto con il consolidamento, sia sul verso che sul recto, riattivando l’adesivo sintetico in tavola a bassa pressione. Una volta consolidato son state risarcite tutte le interruzioni e mancanze del supporto tessile attraverso operazioni di sutura e inserti, con adesioni localizzate filo a filo. Il telaio è stato trattato e consolidato e si sono sostituite le parti maggiormente degradate (parte di un incastro superiore e tutto il listello inferiore). Prima del rimontaggio verrà aggiunta una traversa, a causa delle grandi dimensioni.

Per il rimontaggio, non ancora eseguito, si prevede di non vincolare nuovamente la tela al supporto ligneo, ma di creare un sistema di tensionamento da retro, con tenditori in acciaio inox a due forcelle, utilizzando il telaio solo come scheletro interno. Il sistema è stato prima perfezionato su di un altro dipinto, facendo svariate prove di trazione coi diversi materiali per capire quale fosse il più idoneo, applicabile anche sul dipinto oggetto di restauro.



ABSTRACT TESI TEORICO-METODOLOGICA 
Importanza del verso nei dipinti su supporto tessile: metodi di conservazione non invasivi 

Nell’elaborato teorico ho voluto approfondire l’importanza del verso nei manufatti dipinti su supporto tessile. Questo aspetto, talvolta, viene infatti messo in secondo piano, rispetto all’immagine che si può apprezzare sul recto. Ci si dimentica però che la pellicola pittorica è strettamente legata alla struttura che la sostiene. Ho voluto quindi analizzare a fondo i due componenti del retro di un dipinto su supporto tessile: la tela e il telaio.



Di entrambi ho indagato i materiali costitutivi e ho fatto una ricerca storica per capire l’evoluzione che hanno avuto nel tempo, ma soprattutto sono andata ad esaminare tutte le particolarità e caratteristiche che si possono osservare sul verso, rivelatrici di importanti informazioni.



Nel primo capitolo ho fatto una ricerca di opere dipinte su tela, ma anche su tavola, dove anche il “lato B” è stato dipinto, più o meno volutamente dall’artista, oppure riporta scritte o messaggi importanti lasciati dall’autore o dal committente. Ho trovato curiosi casi in cui l’opera è stata pensata per essere mostrata da entrambi i lati, come una sorta di “tutto tondo” e casi invece in cui il retro rimane solitamente nascosto ai più, ma che in occasione di speciali esposizioni è stato rivelato e reso protagonista. Importanti scoperte si fanno soprattutto durante le operazioni di restauro, dove potendosi raffrontare in modo ravvicinato con la materia c’è la possibilità di analizzarla fin nei minimi dettagli ed è possibile quindi sviscerare qualsiasi indizio riportato sul retro, tracce della storia vissuta dal dipinto. In alcuni artisti contemporanei poi, si arriva alla fusione dei due lati e, grazie alla trasparenza delle plastiche, il retro diventa talmente predominante da fondersi e confondersi col recto, assumendone uguale importanza.



Nel secondo capitolo ho sviluppato una parte più scientifica parlando di tutta la campagna diagnostica, invasiva e non, che è possibile eseguire sul retro di un dipinto su tela. Dalle fotografie, eseguite sfruttando le varie lunghezze d’onda, alle analisi più invasive che necessitano di un campione prelevato direttamente sulla materia. O ancora la misurazione del grado di acidità che pur non necessitando di un prelievo, prevede un contatto, anche se minimo con l’opera.

Nel terzo capitolo ho affrontato il verso in relazione con le possibili operazioni di conservazione e restauro. Ho approfondito l’evoluzione storica; da un passato che sottovalutava la sua importanza e agiva su di esso senza troppo badare alle conseguenze conservative ma solo in vista dei risultati ottenibili sul recto, ad un presente invece molto più attento ad ogni minima sollecitazione o alterazione della materia originale.

Riguardo al supporto tessile ho analizzato i degradi ai quali esso può andare incontro, con particolare attenzione alla formazione di tagli, strappi, lacerazioni e ai metodi di risarcimento di questi ultimi.



Rispetto al telaio, invece, ne ho descritto la nascita e la sua evoluzione, anche e soprattutto dovuta alla stretta relazione con la tela, ad esso vincolata: dai telai fissi, a quelli espandibili a biette e poi a vite, fino ad arrivare ai più recenti sistemi di tensionamento elastici a molle che evitano il vincolo della chiodatura creando un sistema indipendente da un sostegno che assume solo il compito di scheletro interno. Ho parlato poi delle interazioni tra tela e telaio e dell’importanza di applicare una protezione sul retro del dipinto per garantire una migliore e più duratura conservazione.



Nel quarto capitolo, infine, ho approfondito studi già iniziati negli anni precedenti sullo sviluppo del “trecker”, strumento ideato dal professor W.Heiber nel 2000, applicabile in modo non invasivo sul telaio per riavvicinare i lembi di uno strappo con una trazione perpendicolare ad esso e parallela al piano del dipinto. Nel corso degli anni ho apportato alcune modifiche a questo strumento che gli permettono un’ulteriore possibilità di utilizzo e l’ho adattato a varie casistiche, cercando di identificarne pregi e difetti. Partendo dalla struttura del trecker, ho progettato e sperimentato un morsetto metallico che permette di sostenere traverse mobili per poter avvicinare il punto di trazione durante la chiusura dei lembi e per evitare di forare il telaio originale. Ho affrontato diversi casi studio, in parte reali ed in parte creati digitalmente, per mostrare le varie possibilità di utilizzo di questi strumenti.


*Tesi di Laurea Magistrale a ciclo unico quinquennale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (DASLQ01) conseguita presso l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como, a.a. 2016/2017. Relatori: prof.ssa Collina Alessandra, prof.ssa Colombani Federica, prof. Caglio Simone. 


Bibliografia essenziale



_Bassani A., Esperienza di trazionamento indotto ad umido per il riavvicinamento dei lembi di lacune del supporto tessile, in Progetto restauro n.22, marzo 2002, Trimestrale per la tutela dei Beni Culturali, pagg.10-16, casa editrice Il prato;

_Berger G.A., La foderatura. Metodologia e tecnica, edizione italiana a cura di Lisa Veronesi Pesciolini, 1992-2003 (3) Nardini editore;

_Bestetti R., Marchet L. (a cura di), Tensionamento e telai, (2016), casa editrice Il prato;

_Brandi C., Sui problemi dei supporti, in Omaggio a Cesare Brandi 1906-2006, ristampa anastatica dell’annata 1950, Bollettino ICR ;

_Brandi C., Teoria del restauro, (1963): prima edizione ,1977 e 2000: seconda e terza edizione), Piccola Biblioteca Einaudi;

_Bustin M., Caley T. (editors), Alternatives to Lining, The Structural Treatment of Paintings on Canvas without Lining, (2003);

_Buzzegoli E., Landi L., Quindici grammi di restauro (ben sei meno dell’anima). Riflessioni sul restauro strutturale di un dipinto su tela, in OPD n.17, 2005, pagg.102-108;

_Capriotti G.,Iaccarino Idelson A. (a cura di), Tensionamento dei dipinti su tela. La ricerca del valore di tensionamento, (2004), Nardini editore;

_Cerasi F., Ferlito A., Pinto G., Le suture testa-testa nei dipinti su tela: valutazioni su alcuni adesivi e proposta di una metodologia, in Bollettino ICR n.24- 25, 2012, pagg. 67-77, Nardini editore;

_Cesmar7 (a cura di), Minimo intervento conservativo nel restauro dei dipinti, (2005) Atti del convegno Thiene (VI), 29-30 ottobre 2004, Il prato casa editrice;

_Ciatti M., Signorini E., Dipinti su tela. Problemi e prospettive per la conservazione, (2007), Giornata di studio Ferrara-1 aprile 2006, Il prato casa editrice;

_Ciatti M., Kunzelman D., Il Nano Morgante di Agnolo Bronzino. Un dipinto “a due dritti” restaurato, (2012) , Collana Problemi di conservazione e restauro, numero 33, Edifir edizioni Firenze;

_Cremonesi P., L’ambiente acquoso per il trattamento di opere policrome, 2012, il prato editore;

_Del Zotto F., Telai e dipinti su tela. Equilibrio delle tensioni e proposte, in Progetto restauro n.25, gennaio 2003, pagg. 24-45, casa editrice Il prato;

_Del Zotto F., Tensionamento dei dipinti su tela: contributo per una ricerca metodologica applicata, in Kermes n.9, set-dic 1990, pagg. 3-10,Nardini Editore;

_Demuth P., Risarcimento di lacerazioni in dipinti su tela col metodo filo a filo, thread-by-thread mending, workshop organizzato da Cesmar7, tenutosi a Piazzola sul Brenta, Padova, 7-11 ottobre 2013;

_Finozzi A., I telai originali: conservazione e ripristino per il recupero della loro funzionalità, incontro tecnico tenutosi a Bologna il 17 giugno 2016, organizzato da Antares;

_Giusti G.(a cura di), Dietrofront. Il lato nascosto delle collezioni, (2013), I mai visti XIII. Capolavori dai depositi degli Uffizi, Sillabe casa editrice;

_Iaccarino Idelson A., Dipinti su tela: una proposta per conservare i telai originali, in Materiali e strutture: problemi di conservazione, Anno 6, N. 2, 1996, pagg. 85-93;

_Knut N., Il restauro dei dipinti, (2001), Konemann;

_Maltese C. (a cura di), I supporti nelle arti pittoriche. Storia, tecnica, restauro, Parte seconda (1990), Mursia editore;

_Mehra V.R., Foderatura a freddo. I testi fondamentali per la metodologia e la pratica, (1995), Nardini editore;

_Orata L., Tagli e strappi nei dipinti su tela, metodologie di intervento, (2010), Nardini editore;

_Roche A., Influenza delle preparazioni sul comportamento meccanico delle tele, in Prima, durante..invece del restauro, Atti del congresso, Parma, 16-17 novembre 2012, a cura di CESMAR7, pagg. 247-260;

_Romagnoli M. (a cura di), Dendrocronologia per i Beni Culturali e L’Ambiente, (2008), Nardini editore;

_Scicolone G.C. (a cura di), Dipinti su tela. Metodologie d’indagine per i supporti cellulosici, (2005), 2 ed., Nardini editore;

_Scicolone G.C., Il restauro dei dipinti contemporanei. Dalle tecniche di intervento tradizionali alle metodologie innovative, (2004), 3 ed., Nardini editore;

_Sebastianelli M., Incarbone S., Le strutture di sostegno dei dipinti su supporto tessile: i telai, in Atti del convegno VII Congresso Nazionale IGIIC, Lo stato dell’arte, Napoli, 8-10 ottobre 2009;

_Secco-Suardo G., Il restauratore dei dipinti, (1918), terza edizione con introduzione di G.Previati, Milano, Ulrico Hoepli;

_Serino C., Serino M., Un nuovo telaio elastico per i dipinti su tela, in Kermes n.45, gen-mar 2002, pagg. 45-48, Nardini Editore;

_Stoner J.H., Rushfield R., Conservation of easel paintings, (2012), Routledge;

_Tomasoni B., CESMAR7 (a cura di), La crocifissione di Dro. Un’esperienza di minimo intervento su un dipinto di grandi dimensioni, Quaderni Cesmar7 2,2006, casa editrice Il prato;

_Tonini F., La scultura lignea. Tecniche e restauro. Manuale per allievi restauratori, prefazione di Giuseppina Perusini, (2015), Il prato editore;

_Volpin S., Appolonia L., Le analisi di laboratorio applicate ai beni artistici policromi, (1999), Collana I talenti, Il prato casa editrice;