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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>P>Puoti Flavia - Studio e restauro di manufatti etnografici: due scudi Amhara in cuoio e metallo del museo nazionale preistorico ed etnografico “Luigi Pigorini”*
Opere: Scudi 611 ’87 e 5514 ‘87
Datazione: inizio XX sec.
Provenienza: Etiopia
Proprietario: Museo Nazionale Preistorico
ed Etnografico “Luigi Pigorini”


Gli oggetti polimaterici, soprattutto se provenienti da collezioni etnografiche, possono costituire un sistema particolarmente complesso in cui l’etica della conservazione e le problematiche conservative impongono specifiche soluzioni. Gli scudi Amhara 611 ’87 e 5514 ’87 sono costituiti da materiali eterogenei (diversi tipi di cuoio, metallo, filati, carta) e hanno rappresentato un’opportunità per studiare nuove metodologie d’intervento che assicurino la conservazione e la trasmissione del patrimonio culturale della popolazione che li ha prodotti.
L’obiettivo di questa tesi è stato quello di condurre un restauro che, oltre a dare delle risposte  in merito alle problematiche del degrado, migliorasse la leggibilità e la resa estetica degli scudi, nel rispetto dei valori tangibili e intangibili del sapere artigianale che li ha prodotti. Per raggiungere quest’obiettivo si è mirato ad un approccio multidisciplinare che favorisse il necessario spirito di osmosi e condivisione tra le diverse specializzazioni di restauro, come richiesto da manufatti complessi come quelli polimaterici.
L’analisi del contesto culturale di provenienza e del gruppo etnico Amhara ha evidenziato una produzione artigianale molto specializzata che rischia di scomparire nell’Etiopia di oggi. 
Lo studio tecnologico, supportato dalla diagnostica, ha permesso di identificare i materiali costitutivi e le tecniche di realizzazione di questi manufatti e di analizzarne lo stato di conservazione. Sono stati usati diversi metodi d’indagine tra cui la spettroscopia Maldi-TOF per il riconoscimento della specie animale e i test microchimici finalizzati all’individuazione dell’agente conciante. La conoscenza delle tecniche tradizionali indigene costituisce la base per valutare le condizioni conservative di un oggetto ed è stato riscontrato che, seppure molto simili tra loro, i due scudi presentano numerose varianti nella tecnica di realizzazione.
Segue una sperimentazione dedicata all’uso di gel polisaccaridici rigidi per la pulitura del cuoio, volta a verificare efficacia ed eventuali controindicazioni della loro azione superficiale a graduale rilascio di acqua attraverso analisi di tipo fisico (peso e angolo di contatto) e il calcolo dell’area del fronte acquoso nella sezione dei provini. È stato riscontrato che il Gellano, con tempi di applicazione di pochi minuti, svolge un’azione superficiale che non altera l’aspetto della superficie ed è totalmente compatibile con i materiali costitutivi dei cuoi. Il Gellano è poi un materiale di origine naturale, completamente organico ed ecocompatibile, di facile utilizzo e smaltimento che si inserisce nell’attuale linea di ricerca volta a individuare materiali e metodi che riducano i rischi per gli operatori e l’ambiente con il massimo della selettività e dell’efficacia.

La parte finale della tesi descrive l’intervento conservativo dei due scudi, ideato seguendo il principio del minimo intervento in modo da assecondare le esigenze conservative delle diverse parti di cui sono composti, a volte contrastanti. Lo studio dei depositi superficiali, soprattutto in caso di manufatti etnografici, è cruciale per scegliere il metodo di pulitura più idoneo per la sua selettività. Sono state messe a confronto diverse metodologie di pulitura a secco e a umido usando il Gellano, le spugne microporose ed una soluzione acquosa a basso contenuto di tensioattivi (CL 1). Durante il restauro è stato necessario trovare soluzioni originali che rispondessero alle esigenze dei manufatti compositi. Secondo questa linea di ricerca è stato individuato un sistema di tensionamento controllato e uniforme che, insieme all’umidificazione, permettesse una corretta e omogenea distensione del cuoio di rivestimento interno e la sua riadesione al supporto tramite strisce di Nastro Velcro® e tessuto non tessuto precollato con Beva film.



*Tesi di Diploma equiparato a laurea magistrale abilitante in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (classe di laurea LMR/02) conseguito presso la SAFS dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma, a.a. 2014 -15; PFP 4 - Materiali e manufatti ceramici e vitrei, Materiali e manufatti in metallo e leghe. Relatore Coordinatore: Anna Valeria Jervis Relatori: Roberto Ciabattoni; Egidio Cossa; Antonella Di Giovanni; Maria Rita Giuliani;Giuseppe Guida; Marcella Ioele.


Bibliografia essenziale


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