Su questo sito si utilizzano cookies tecnici e di terze parti. Proseguendo la navigazioni accetti.

GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>T>Tortino Gennaro - Film di famiglia come documento d'archivio: recupero, conservazione e restauro del fondo di Segni*
Il fondo Di Segni (1928 - 1937) è costituito da trentasei film amatoriali che raccontano eventi legati alla storia della famiglia Di Segni ed ai loro più stretti parenti, le famiglie Della Seta e Sonnino. Le caratteristiche intrinseche di questo fondo cioè il periodo storico in cui è stato realizzato, il fatto che le famiglie Di Segni, Della Seta, Sonnino siano membri della comunità ebraica, l’estrazione sociale, il ruolo attivo che molte delle persone riprese avevano nella società italiana di allora e le vicende che hanno vissuto alcune di queste in quegli anni, rendono questo gruppo di pellicole un’unità documentaria unica nel suo genere, nata come film di famiglia ma che diventa un vero e proprio documento storico.
La genesi di questa tipologia di film affonda le sue radici in generi cinematografici come il film dal vero e il documentario, fino ad arrivare all’introduzione dei formati amatoriali, alla cui evoluzione, sia per usi che per tipologie, è legata la storia del film di famiglia come genere filmico.
La ricostruzione della storia del fondo, si basa sulle testimonianze dirette di alcune delle persone ancora in vita riprese nei film, e sul lavoro di ricerca fatto da Claudio Della Seta sulla storia della sua famiglia e della famiglia Di Segni e sugli inevitabili legami, spesso tragici, con la storia italiana di quegli anni.
L’intervento di conservazione e restauro eseguito sul fondo può essere diviso, essenzialmente, in due fasi: nella prima fase sono state analizzate le caratteristiche tecniche del fondo mediante analisi visive, storiche e strumentali per stabilire con esattezza la tipologia di pellicola e la composizione materica di tutte le bobine; contestualmente è stato analizzato lo stato di conservazione dell’intero fondo e sono state effettuate le opportune analisi, presso i laboratori di biologia dell’ICRCPAL sotto la supervisione della dottoressa Maria Carla Sclocchi, in modo da identificare la tipologia di danno biologico e gli agenti biodeteriogeni coinvolti nella sua espressione.
Nella seconda fase è stato effettuato l’intervento di restauro vero e proprio, realizzato solo per alcune delle pellicole del fondo. La prima parte dell’intervento, il restauro manuale delle pellicole, è stata eseguita presso il laboratorio di restauro cinematografico dell’ICRCPAL ed ha previsto la riparazione dei danni fisici presenti sia sul supporto che sull’emulsione; la seconda parte, la digitalizzazione, è stata eseguita presso la CIR s.r.l di Santa Severa (RO), in modo da garantire la continuità del testo filmico nel tempo, implementandone al contempo la fruibilità; la terza parte, il restauro digitale, è stata eseguita presso gli stabilimenti della Augustus Color di Roma, , in maniera esemplificativa su come ricostruire l’originalità delle immagini che compongono il testo filmico mediante l’image processing. Tutte le fasi del restauro hanno previsto la consulenza di Mario Musumeci (CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia, Roma) e sono state effettuate sotto la supervisione di Barbara Zonetti (ICRCPAL).
Le riprese amatoriali del fondo Di Segni sono tra le pochissime, in Italia, ad attestare com’era la vita delle famiglie ebree italiane negli anni prima della shoah. Questo elemento attribuisce a questi film un eccezionale valore storico. 


Tesi di diploma equiparato a Laurea Magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (classe LMR/02) a.a. 2014/15 SAF - ICRCPAL. Relatore: Barbara Zonetti – Funzionario presso ICRCPAL, Roma. Correlatori: Claudio Della Seta – Caporedattore al Tg5 – Membro delle famiglie Della Seta e Di Segni proprietarie del Fondo Di Segni; Mario Musumeci – Funzionario CSC/Cineteca di Stato, Roma; Maria Carla Sclocchi – Direttrice del Laboratorio di Biologia presso l’ICRCPAL, Roma. 


Bibliografia essenziale

Parte I - film dal vero; documentario; cinema amatoriale; film di famiglia; storia del fondo Di Segni:

A. APRA’, Il dilemma vero/falso, in Enciclopedia del cinema, Roma, Treccani, 2003;

L. AVANTAGGIATO, Home stories: il filmino di famiglia nelle pratiche artistiche contemporanee, Roma, Bulzoni, 2010;

M. BERTOZZI - Il cinema documentario, in Storia del cinema italiano 8, 1949-1953/Scuola nazionale di cinema; a cura di Luciano De Giusti - Venezia: Marsilio; Roma: Edizioni di bianco & nero, 2003;

M. BERTOZZI, Storia del documentario italiano: immagini e culture dell'altro cinema, Venezia, Marsilio, 2014;

S. BERNARDI, L'avventura del cinematografo, Venezia, Marsilio Editori, 2007;

A. BERNARDINI, Cinema Muto Italiano. I film dal vero 1895-1914, Udine, La Cineteca del Friuli, 2002;

S. BRAKHAGE, In defense of the “amateur” filmmaker, in “Film-makers Newsletter”, vol.4, n.9-10, luglio-agosto 1971; scritto attorno al 1967;

A. COSULICH, Cineclub, in Enciclopedia del cinema, Roma, Treccani, 2003;

R. DE BERNART, Cinema e terapia familiare: il ciclo di vita della famiglia attraverso la cinepresa, a cura di Rodolfo de Bernart e Ignazio Senatore, con la collaborazione di Giorgia Belletato, con le schede dei film più significativi, Milano, Angeli, 2011;

K. FIORINI, M. SANTI, Per una Storia della tecnologia amatoriale, saggio pubblicato in Comunicazioni Sociali, 2005;

J. GRIERSON, Documentario e realtà / John Grierson, saggi raccolti e presentati da Forsyth Hardy, edizione italiana a cura di Fernaldo Di Giammatteo, Roma, Bianco e Nero, 1950;

T. GUNNING, Prima del documentario: il cinema nonfiction delle origini e l'estetica della veduta, in Cinegrafie, n°8, Bologna, 1995;

New American cinema. Il cinema indipendente americano degli anni sessanta, a cura di Adriano Aprà, Ubu libri, Milano, 1986;

R. ODIN, Le film de famille dans l’istitution familiale in ID., Le film de famille. Usage privé, usage public, Meridiens Klincksieck, Paris 1995;

R. ODIN, Il film di famiglia, in “Bianco & Nero”, a. LIX, n.°1 gennaio-marzo 1998;

R. ODIN, Le cinéma en amateur / dirigé par Roger Odin, Parigi, Éditions du Seuil, 1999;

R. ODIN, Il cinema amatoriale, a cura di Gian Piero Brunetta, in Storia del Cinema Mondiale, vol. IV, Einaudi;

G. SADOUL, Storia del cinema mondiale, Milano, Feltrinelli, 1964;

P. SIMONI, Il film di famiglia. L’ambiguità delle immagini felici in Schermi di pace, a cura di M. Bertozzi, Annali 8, AAMOD, Roma 2005;

P. R. ZIMMERMANN, Reel Families. A Social History of Amateur Film, Bloomington: Indiana University Press, 1995;


Parte II – Biodeterioremanto della pellicola cinematografica in acetato di cellulosa; diagnostica:

C. ABRUSCI, D. MARQUINA, A. SANTOS, A. DEL AMO, F. CATALINA, Biodegradation of photographic gelatin, Recent Res. Devel. Microbiology, 2006;

C. ABRUSCI, A. MARTIN-GONZALEZ, A. DEL AMO, F. CATALINA, J. COLLADO, G. PLATAS, Isolation and identification of bacteria and fungi from cinematographic films, in International Biodeterioration & Biodegradation n°56, 2005;

R.I. AMANN, W. LUDWIG, K.H. SCHLEIFER, Phylogenetic identification and in situ detection of individual microbial cells without cultivation, Microbiology Reviews 59, 1995;

N.S. ALLEN, M. EDGE, J.H. APPLEYARD, T.S. JEWITT, C.V. HORIE D., FRANCIS, Degradation of historic cellulose triacetate cinematographic film: The vinegar syndrome, in Polymer Degradation and Stability, Volume 19, Issue 4, 1987;

L. BJORN, Fluoresceine Diacetate as a stain of Metabolically Active Bacteria in Soil, Oikos, 36, 1981;

E. SAMIOS, R. K. DART, J. V. DAWKINS, Preparation, characterization and biodegradation studies on cellulose acetates with varying degrees of substitution, Polymer, vol. 38, n. 2, 1997;


Parte III – Caratteristiche tecniche della pellicola invertibile formato 16mm (B/N); Intervento di restauro:

P. Z. ADELSTEIN, IPI Media Storage Quick Reference, Rochester (New York), Image Permanence Institute, Rochester Institute of Technology, 2004;

A Guide to Identifying Year of Manufacture for KODAK Motion Picture Films, Rochester (New York), Kodak Pub. T-2660, aprile 2013;

EASTMAN KODAK COMPANY, Processing KODAK Motion Picture Films, Module 15, Processing Black-andWhite Films, Kodak Pub. H-2415. Rochester (New York), Eastman Kodak Company, 2000;

EASTMAN KODAK COMPANY, The Essential Reference Guide for filmmakers, Rochester (New York), 2007;

G. FOSSATI, From grain to pixel: The Archival Life of Film in Transition, Amsterdam, Amsterdam University Press, 2009;

IPI Storage Guide for Acetate Film: Instructions for Using the Wheel, Graphs, and Tables, Rochester (New York), Image Permanence Institute, Rochester Institute of Technology, 1993;

P. READ, M. P. MEYER, Restoration of motion picture film, Oxford, Butterworth Heinemann, 2000;

Restauro, Conservazione e distruzione dei film, a cura di Luisa Comencini e Matteo Pavesi, Milano, Il Castoro, 2001;

The film Preservation Guide: The Basics for Archives, Libraries, and Museums, San Francisco, National Film Preservation Foundation, 2004;